Orte – Parte con un’ora di ritardo, ma dopo otto minuti di viaggio si blocca. Riparte due ore e mezza dopo.
Odissea in treno. L’ennesima per i pendolari della Tuscia, che da Orte si spostano a Roma e che dalla Capitale devono poi rientrare.
Ieri sera l’intercity 546 – che passa per Orte, con capolinea a Perugia – parte da Roma Termini alle 20,48. Avrebbe dovuto iniziare la sua corsa alle 19,58. Cinquanta minuti prima.
Dopo otto minuti di viaggio, raggiungere la prima stazione: Roma Tiburtina. Qui inizia la vera odissea. Il treno si ferma di nuovo. Rimane bloccato per due ore e ventisei minuti. Il motivo? Due guasti ad altrettante motrici.
“I primi cinquanta minuti di ritardo – spiega il passeggero Simone Montanari di Soriano nel Cimino – sono dovuti a un guasto alla motrice. Sostituita, poco dopo si rompe anche questa.
Rimaniamo fermi tra Tiburtina e Settebagni per due ore e mezza. Al buio, senz’aria e al freddo. Ovviamente non è passato nessuno con bottigliette d’acqua o snack.
Alle 23,10 – continua Montanari – viene agganciata la locomotiva di soccorso, la terza per un solo treno. Nel frattempo tutta la linea in uscita da Roma rimane bloccata”.
L’intercity arriva a Orte alle 23,53. Quattro ore per coprire un tratto per il quale occorrono quaranta minuti, come da orario Trenitalia.
I pendolari sono esasperati. “Non ce la facciamo più. Ci hanno rotto i coglioni”, è il complimento meno colorito.
Non è la prima volta che l’intercity Roma-Perugia si blocca per un guasto. Solo tre mesi fa un incendio si è sviluppato sul treno tra le stazioni di Capena e Gallese.
Fortunatamente non ci furono feriti. I passeggeri vennero fatti scendere a Orte. Chi doveva proseguire ha poi viaggiato su bus sostitutivi.
Raffaele Strocchia

