Castiglione in Teverina – Nessun processo.
Patteggerà il carabiniere arrestato ad agosto per violenza sessuale su un ventenne.
Il brigadiere G.O. ha raggiunto un accordo con la procura sulla pena, ma sarà il gip del tribunale di Viterbo, a febbraio, a valutarne la congruità.
Nel frattempo, il carabiniere è tornato libero, ma ancora sospeso dal servizio dopo la denuncia di un ragazzo poco più che ventenne per fatti ripetuti e risalenti a quattro anni fa.
Il giovane, rivoltosi ai colleghi del militare, ha raccontato di aver ricevuto una valanga di telefonate e sms con richieste di incontri.
Non solo. Il militare gli avrebbe anche inviato a casa convocazioni ufficiali in caserma, con pretesti di vario genere e sempre e solo professionali. In realtà lo scopo sarebbe stato abusare del ragazzo. Violenze avvenute almeno in un episodio dentro le camerate della caserma di Castiglione in Teverina, dove il brigadiere lavorava.
Violenza sessuale, ma anche abuso d’ufficio, per il fatto di aver utilizzato la divisa per incutere ancor più timore nel ragazzo, con quegli ordini di presentarsi in caserma. Una mole di contatti talmente esorbitante da integrare anche il reato di stalking, per il pm Franco Pacifici. Addebiti che il carabiniere aveva respinto con forza, all’interrogatorio di garanzia. Soprattutto quello di violenza sessuale.
La richiesta di patteggiamento gli ha permesso di tornare libero: per quelle accuse così gravi, G.O., sposato e con figli, era agli arresti domiciliari dal primo agosto. Dal 18 novembre non è più recluso in casa.
