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Tre anni a processo per usura, assolto

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Baby prostitute, il primo processo in Corte d'Assise a Viterbo - Gli avvocati Giuliano Migliorati e Marco Russo

Gli avvocati Giuliano Migliorati e Marco Russo 

Viterbo – Tre anni a processo per usura. Ieri l’assoluzione.

Un veterinario della Asl è uscito pulito dalla vicenda giudiziaria che lo vedeva imputato con l’accusa di aver prestato 10mila euro a un macellaio e di averne rivoluti indietro 20mila.

Succedeva a Vetralla, tra il 2008 e il 2009. Il macellaio era in difficoltà economiche. Il veterinario, suo amico, lo sapeva e aveva deciso di aiutarlo con uno scambio di assegni e cambiali. Scambio che, per il pm Paola Conti, si sarebbe rivelato molto più vantaggioso per il veterinario imputato che per il macellaio, tant’è che la pubblica accusa aveva chiesto la condanna del veterinario a due anni e cinquemila euro di multa. In casa, durante la perquisizione, gli erano stati trovati assegni anche di altre persone. Un particolare che, per l’accusa, faceva pensare a un’attività sistematica di prestito usurario; circostanza che, in assenza di prove, non era contestabile.

Per la difesa, rappresentata dagli avvocati Giuliano Migliorati e Marco Russo, la questione era più complessa di quanto ricostruito dall’accusa: i prestiti al macellaio, per i legali, sarebbero stati molti di più di quello di 10mila euro. Prestiti leciti e senza tassi di interesse, men che meno usurario, secondo i difensori. Fatti al solo scopo di aiutare un conoscente in difficoltà. L’€™assegno di 20mila euro sarebbe stato staccato dalla vittima per pareggiare finalmente i conti e nient’altro.

Ieri mattina, la sentenza del tribunale di Viterbo (presidente Eugenio Turco, a latere Silvia Mattei e Filippo Nisi): assoluzione perché il fatto non sussiste secondo comma. L’equivalente della vecchia formula dell’insufficienza di prove.


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