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“La buona scuola siamo noi”

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Buona scuola - La protesta degli studenti

Buona scuola – La protesta degli studenti 

Buona scuola - La protesta degli studenti

Buona scuola – La protesta degli studenti

Buona scuola - La protesta degli studenti

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Buona scuola - La protesta degli studenti

Buona scuola – La protesta degli studenti 

Buona scuola - La protesta degli studenti

Buona scuola – La protesta degli studenti 

Buona scuola - La protesta degli studenti

Buona scuola – La protesta degli studenti 

Buona scuola - La protesta degli studenti

Buona scuola – La protesta degli studenti 

Buona scuola - La protesta degli studenti

Buona scuola – La protesta degli studenti 

Viterbo – (g.f.) – “La buona scuola siamo noi”.

Gli studenti degli istituti superiori della Tuscia scendono in piazza. Circa settecento stamani si sono ritrovati a piazza del Teatro per poi spostarsi in corteo su Corso Italia, fino a piazza del Comune (video1 – video 2 – fotocronaca: Buona scuola, studenti in piazzaslide).

Quindici scuole della Tuscia. Protestano conto la Buona scuola del governo Renzi. Il presidente del consiglio è fra i loro bersagli preferiti. Il complimento più gentile: “Renzi, Renzi, vaffanculo…”.

Protestano anche contro la provincia, per i tagli ai fondi, che come conseguenza portano a zero interventi di manutenzione agli edifici e riscaldamento a singhiozzo.

Gli studenti chiedono spazio. “Noi l’assemblea non la paghiamo”. E’ uno degli slogan che gridano. Perché alcuni istituti si ritrovano nella situazione di non avere luoghi adeguati per assemblee e quindi sono costretti a spostarsi altrove. Una lesione del diritto allo studio.

Ad aprire il corteo, un suv, dal quale si spara musica a tutto volume, da Rino Gaetano a Vasco Rossi, si alternano rappresentanti d’istituto, s’incitano i ragazzi a farsi sentire, alzare le bandiere.

Molte quelle tricolore, oltre agli striscioni. “Perché noi siamo il futuro. Questa è la festa della gioventù che non si arrende”.

Sono il futuro, ma devono conquistare il loro spazio: “Siamo noi il futuro dell’Italia – gridano – dobbiamo restare unit contro ‘sti quattro vecchi di merda…”.

Giovani con le bandiere, ma senza bandiere: “Né rossi, né neri, na liberi pensieri”.

Da Corso Italia fino a piazza delle Erbe, quindi attraverso via Roma l’arrivo a piazza del Comune. Sotto la prefettura. La manifestazione contro la Buona scuola non poteva che chiudersi davanti al palazzo simbolo del governo sul territorio.


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