Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro Babbo Natale,
ti scrivo a nome mio e di altre mamme, per conto del mio bambino di tre mesi e mezzo e di tanti suoi amichetti che, come lui, sono in attesa di ricevere non un vestito né un gioco, ma un semplice referto.
Ora ti spiego meglio: mio figlio ha fatto un elettrocardiogramma i primi di novembre, su consiglio pediatrico, esame che invece ai bambini nati a Belcolle viene prescritto e prenotato regolarmente.
Quando mi sono recata in ospedale per informazioni, mi è stato suggerito di farglielo fare possibilmente nei primi tre mesi di vita, così da scoprire in tempo un’eventuale anomalia o un qualunque problema e come prevenzione contro la Sids (la morte in culla).
Ebbene, a distanza di un mese e mezzo dall’esame, mi sono sentita rispondere al telefono (dopo aver chiamato già altre tre volte) che il risultato non è ancora pronto, perché non c’è nessun cardiologo al momento che possa refertare gli elettrocardiogrammi e gli ultimi che sono stati effettivamente controllati sono quelli eseguiti fino a metà ottobre.
Mi hanno detto di provare a richiamare a gennaio (quindi ben oltre i 4 mesi compiuti dal mio bambino) perché forse ci sarà un cardiologo che potrà svolgere questo compito.
Secondo te, è possibile che nel 2015, quasi 2016, possa ancora accadere un fatto di questo tipo?
Io continuo a domandarmi: può un ospedale di provincia, così grande, oltretutto “amico dei bambini”, perdersi in un bicchiere d’acqua così “piccolo”? perché continuare a fare elettrocardiogrammi se poi non è possibile fornirne il risultato?
Bisogna ovviamente sperare che tutto sia a posto e che non ci sia nulla di anomalo nel cuore di tuo figlio, ma se così non fosse? possibile che in tutto l’ospedale di Belcolle non ci sia un cardiologo che possa visionare, analizzare e refertare i tracciati dei nostri bambini?
E poi, oltre a essere un fatto davvero paradossale, non pensi, come me, che un esame pagato e di cui ancora non se ne conosce l’esito, dopo un mese e mezzo, sia un grave disservizio da parte di un ospedale?
Per tutte queste ragioni, Babbo Natale, quest’anno, per mio figlio e tutti i suoi piccoli amici, non ti chiedo di portare in dono né giocattoli, né vestiti, né dolci, ma un cardiologo pediatrico, che possa prendersi cura del loro cuore e tranquillizzare quello delle loro mamme.
Grazie.
Maria Rosaria Pizei
