Viterbo – “Custodiremo quanto fatto finora”.
Sono arrivate in punta di piedi ed è così che vogliono inserirsi all’interno del monastero di Santa Rosa che da lunedì mattina le ospita. Le alcantarine porteranno avanti il santuario e il monastero continuando l’attività di chi le ha precedute.
“Vorremmo custodire questa sofferenza – dice suor Francesca – per le sorelle che purtroppo se ne devono andare. Piano piano stiamo cercando di entrare in questo mistero e vorremmo farlo in maniera silenziosa. Non è semplice, ma ce la stiamo mettendo tutta.
Per adesso, dunque, sono due le alcantarine arrivate, suor Francesca e suor Mariangela, e di fatto hanno preso possesso della struttura. Altre religiose sono attese.
“Le sorelle ci stanno accogliendo tranquillamente e stiamo cercando insieme di capire come custodire questo grande patrimonio che è soprattutto spirituale, collaborando in questo passaggio veramente doloroso che fa parte della storia dell’uomo. C’è il desiderio di continuare a custodire”.
Il cambio dell’ordine all’intero del monastero di santa Rosa è cosa fatta. Le tre suore clarisse, tra cui suor Annunziata, che che finora hanno custodito la storia e la tradizione legate alla patrona, lasciano.
“Stiamo pensando di viviere questo passaggio insieme, nella serenità, perché siamo tutti figli di Dio e capiamo la sofferenza che vivono le sorelle. Non vogliamo distruggere o togliere niente, ma conservare e accompagnare queste sorelle, dove l’obbedienza le porta.
Tutte e tre hanno dato la vita, prima di tutto per Dio, e poi per il monastero e il corpo di santa Rosa. Impareremo a custodire e raccoglieremo la loro memoria per non perdere nulla di quello che è stato fatto finora. Vogliamo aiutare i viterbesi a continuare a conoscere il Signore.
Santa Rosa lo ha fatto e ha difeso la città. Vogliamo costruire la pace, perché nella vita ci rimane l’amore e solo insieme possiamo imparare a volerci bene. Pensiamo e speriamo che santa Rosa continui a essere un faro per questo. E’ stato così e continuerà a esserlo. Lo faremo con il nostro spirito di terziarie francescane”.


