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Disastro ambientale, chiesto il rinvio a giudizio per Cerroni

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Manlio Cerroni

Manlio Cerroni 

Roma – Disastro ambientale, chiesto il rinvio a giudizio per Manlio Cerroni.

Il “Supremo” rischia di tornare sul banco degli imputati. Secondo il Corriere della Sera l’udienza preliminare per l’ex patron di Malagrotta e per il suo braccio destro Francesco Rando è fissata a febbraio.

La procura di Roma – pm Alberto Galanti – ha chiesto il rinvio a giudizio di entrambi per il disastro ambientale colposo causato da Malagrotta. 

34 persone offese, tra cui Regione, ambientalisti e privati. Per gli inquirenti sarebbe stato alterato l’equilibrio di un ecosistema. Con un inquinamento che è ancora in atto, secondo gli esperti del Politecnico di Torino incaricati di stendere una perizia.

Se l’accusa fosse provata, il ministero dell’Ambiente potrebbe imporre la bonifica. 

Il re dei rifiuti è ancora in attesa di giudizio, dopo l’inchiesta del Noe deflagrata l’anno scorso. Cerroni risponde di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti e truffa.

Per gli inquirenti, il gruppo Cerroni avrebbe operato in modo spregiudicato. A volte, come scriveva il gip nell’ordinanza d’arresto, “simulando l’esistenza di titoli autorizzativi di fatto inesistenti” come nel caso ella realizzazione dell’invaso per la discarica in località Monti dell’Ortaccio. Lavori in barba alle normative vigenti, con scavi “al di sotto dei limiti consentiti”, che avrebbero causato una “illecita deviazione della falda acquifera sotterranea”.

L’ordinanza del gip parla anche delle tonnellate di rifiuti destinati alla differenziata che arrivavano nella discarica di Malagrotta. Ciò, anche se i titolari degli impianti di differenziazione incassavano svariati milioni di euro. 

E il costante stato di emergenza della discarica di Malagrotta conveniva al gruppo Cerroni, perché costringeva le amministrazioni a trovare nuovi siti.


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