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A Filippo Rossi girano le palle… di Natale

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Sbroccata di Natale, Filippo Rossi furioso sotto l'albero

Sbroccata di Natale, Filippo Rossi furioso sotto l’albero 

Sbroccata di Natale, Filippo Rossi furioso sotto l'albero

Sbroccata di Natale, Filippo Rossi furioso sotto l’albero 

L'albero di Natale in piazza del Comune

L’albero di Natale in piazza del Comune 

Sbroccata di Natale, Filippo Rossi furioso sotto l'albero

Sbroccata di Natale, Filippo Rossi furioso sotto l’albero 

L'albero di Natale in piazza del Comune

L’albero di Natale in piazza del Comune 

Viterbo – (g.f.) – E venne il giorno in cui Filippo Rossi sbroccò.

E’ l’8 dicembre, c’è l’albero decorato in piazza, a palazzo dei Priori si sta inaugurando la mostra, il Natale è alle porte, ma l’esponente Viva Viterbo non si sente proprio in clima di festa. Anzi.

Le sue urla sono la colonna sonora che accompagna l’arrivo di Sgarbi al taglio del nastro. E’ una furia. Sbroccata di Natale.

La curiosità è molta. Cosa sarà mai successo di tanto grave? La mostra non può essere inaugurata perché al comune hanno staccato la corrente elettrica?

Gli alieni sono sbarcati a Viterbo e si sono portati via la torre civica che ora non può essere più recuperata?

Niente di tutto questo.

A far girare le palle di Natale a Filippo Rossi, sono gli addobbi voluti dal comune. Partendo dall’albero tecnologico a piazza del Comune.

Bello. Peccato che sia circondato da transenne. Uno spettacolo effettivamente poco piacevole.

Non una bella cartolina per i tanti turisti che ieri giravano in città.

Non solo. Doveva esserci il presepe, ma ancora non è stato montato.

Non basta. Alcuni mezzi per ultimare le luminarie circolano ancora in centro.

Insomma, disorganizzazione all’ennesima potenza. Così Filippo Rossi se l’è presa con tutti. Prima con l’assessore Giacomo Barelli, poi con Antonio Delli Iaconi, quindi Luisa Ciambella e chiunque gli capitasse a portata d’improperio.

Pure con il sindaco Leonardo Michelini. Che pazientemente lo ha ascoltato. Senza replicare. Il suo sguardo però era eloquente. Avrà pensato: “Che palle”. Di Natale, ovviamente.


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