Viterbo – Un grammo di hashish nascosto nelle parti intime.
Le ispettrici della penitenziaria glielo trovarono mentre entrava in carcere: andava a trovare il marito detenuto a Mammagialla.
Per una 57enne romana, residente a Carbognano, è scattata la condanna a un anno e due mesi: sei mesi per spaccio e otto per detenzione abusiva di arma, un fucile del padre rimasto a casa sua e che lei non aveva denunciato.
Il 9 giugno dell’anno scorso, durante una prima visita al marito nel penitenziario viterbese, fu controllata e rilasciata: gli agenti non le trovarono nulla. Dieci giorni più tardi, nuova perquisizione, stavolta più approfondita, dopo che i cani avevano fiutato qualcosa.
Alla fine viene fuori non solo quel grammo di hashish, ma anche due lettere del marito detenuto che le chiedeva sostanza stupefacente perché non riusciva a dormire.
La signora, arrestata, finisce a processo per due ipotesi distinte di spaccio: quella del 9 giugno, quella del 19 e la detenzione del fucile. Il pm Chiara Capezzuto aveva chiesto un anno e quattro mesi e l’assoluzione solo dal primo episodio di presunto spaccio, quando la perquisizione era risultata negativa.
Per la difesa era a dir poco impensabile che la donna fosse riuscita a consegnare la droga al marito: aveva i pantaloni. E non è che potesse spogliarsi con nonchalance dentro la sala colloqui…
La condanna, nonostante la modica quantità di stupefacente, è scattata per il grammo di hashish nelle parti intime e il fucile. Senza l’aggravante dello spaccio in carcere.
