Cellere – Un cumulo di pena all’improvviso. E stavolta né messa in prova, né domiciliari che tengano.
Venerdì sera i carabinieri di Cellere sono andati a prendere Stefano Radicetti, 45enne del piccolo centro, per portarlo in carcere. Sulle sue spalle, tre anni di reclusione da scontare, dopo due sentenze passate in giudicato per fatti vecchi: un episodio di tentate lesioni, violenza privata e danneggiamento del 2009 e l’imboscata a casa dell’ex sindaco di Cellere Leandro Peroni nel 2012.
Un capodanno che l’ex primo cittadino difficilmente dimenticherà. Radicetti entrò in casa sua incappucciato, puntandogli un coltello alla gola e costringendolo a inginocchiarsi. Era il suo modo di chiedere un lavoro al sindaco. Un mese più tardi, avrebbe reiterato la richiesta all’allora assessore Giuseppe Ciuchini, al quale andò peggio: Radicetti lo prelevò da un bar e lo tenne sequestrato per almeno tre ore, legato e sotto la costante minaccia di un grosso coltello. Ciuchini fu trascinato nella neve (erano i giorni della fitta nevicata del febbraio 2012) fino a una grotta, dove i carabinieri lo trovarono e liberarono. Anche per questo episodio Radicetti ha patteggiato.
Il tribunale di sorveglianza ha fatto i conti considerando l’episodio del 2009 e la violenza privata e violazione di domicilio all’ex sindaco: tre anni in tutto. Da scontare in carcere.
