Viterbo – Obiettivo scongiurare il commissariamento, ma anche capire come mai al comune di Viterbo le crisi si succedono con tanta frequenza. Crollo della maggioranza a palazzo dei Priori, il segretario regionale Pd Fabio Melilli è al lavoro, verrà a Viterbo con il funzionario Riccardo Tramontana, anche se una data per un primo incontro ancora non c’è. Se ne parla dopo Capodanno. Parlerà con i responsabili di partito, assessori e consiglieri, ma si aspetta collaborazione anche dal sindaco Leonardo Michelini.
Ha già fissato la data per un incontro?
“Ancora non c’è – spiega Fabio Melilli – siamo in un momento particolare e occorre avere la disponibilità da parte di tutti. Ad anno nuovo, subito dopo Capodanno. Non dobbiamo prendere decisioni affrettate, ragioneremo tutti insieme”.
Vista da Viterbo, la crisi pare senza via d’uscita. Pensa di riuscire a risolverla?
“E’ chiaro che lavoriamo per recuperare l’esperienza amministrativa. La linea del partito regionale è normale che sia questa. I tentativi vanno fatti tutti. Ci vuole un po’ di buona volontà da parte di tutti, anche del sindaco. Ci lavoreremo”.
La linea è no a commissariamento ed elezioni anticipate?
“Il commissariamento è sempre una sconfitta per una classe dirigente. In generale. Lo dico da segretario regionale che ha appena vissuto le vicende di Roma. E’ ovvio che il mio interesse e quello del partito è parlare con il linguaggio della chiarezza. I cittadini ci guardano. Non possiamo fare una crisi tutta politica, vissuta all’interno del dibattito nelle forze politiche. Valutiamo se esistono le condizioni per andare avanti, capire il perché di crisi a ripetizione nel comune di Viterbo. Evidentemente c’è qualcosa che non va ed è bene chiarirle una volta per tutte. Tutto si può fare, tranne che trascinare le situazione senza un chiarimento. Su questo penso che il sindaco possa darci una mano e speriamo che ce la dia”.
Ha chiesto agli assessori Pd di non lasciare la giunta. Che segnale ha voluto dare?
“Al di là delle ragioni di tutti, dobbiamo dare tempo al partito e ai dirigenti di riunirsi capire bene. Sia da parte mia, sia da parte di Guerini. Comprendere le ragioni vere della frattura. Restiamo calmi e non facciamo succedere nulla in questi giorni. Il tema, come tutti sanno a Viterbo, è tutto politico. C’è un movimento civico che esprime il sindaco, è consistente, e poi c’è il Partito democratico. Si devono trovare le ragioni dello stare insieme. Non possiamo fare competizioni all’interno della stessa alleanza di governo”.
Fra le principali cause della rottura c’è proprio il movimento Moderati e Riformisti.
“Tutto è legittimo in politica. Il problema è fare in modo che non s’invadano i rispettivi campi. Ognuno faccia la sua parte. C’è un movimento civico a Viterbo rispettabilissimo, è altra cosa rispetto al Partito democratico e non può che essere altra cosa. Con loro vanno verificate fino in fondo le condizioni dell’alleanza”.
Moderati e Riformisti punta anche alle prossime amministrative. Un ostacolo in più?
“Se un movimento civico assume, come mi pare di capire, una dimensione provinciale, è ovvio che questa riflessione riguarda il comune di Viterbo, ma non solo. Ci sono le amministrative, bisogna vedere come ci si muove, chi lo rappresenta, con chi parliamo. Si tratta di mettere ordine a un rapporto d’alleanza che se si vuole che sia organico, il Partito democratico è disponibile affinché lo sia”.
Per districare la matassa il partito nazionale ha nominato Riccardo Tramontana. Come lo vede?
“Mi sono visto con Lorenzo Guerini nei giorni scorsi, ci conosciamo da trent’anni, ha ritenuto di voler dare un segnale d’attenzione anche lui. Dopodiché si è un po’ ricamato su questa vicenda. Non c’è niente di particolare. E’ evidente che è il partito regionale a occuparsi della situazione a Viterbo. Ha gli strumenti e la legittimità politica per farlo. E’ anche chiaro che lo faccia insieme a Guerini. Con Tramontana ci siamo sentiti. Vedremo come iniziare. Verremo noi a Viterbo. Concorderemo forme e modi, la volontà è capire le ragioni, soprattutto di consiglieri e assessori. In comune non può esserci una crisi dietro l’altra. Vanno affrontare le ragioni vere che le provocano. Noi ci proviamo, con lo spirito di chi dà una mano, a comporre. Ci sono già troppi che scompongono. Il segretario regionale prova a comporre”.
Giuseppe Ferlicca
