Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Denunciamo con forza il grave atto intimidatorio della dirigenza della Banca di Viterbo contro alcuni dipendenti rei di essersi iscritti pochi mesi fa alla Cgil dei bancari.
Questi i fatti: nel luglio scorso oltre un terzo dei dipendenti della Banca di Viterbo si è iscritto alla Cgil, permettendo la costituzione della rappresentanza sindacale aziendale, fatto storico in questa banca.
L’intenzione dei lavoratori era ed è ancor oggi quella di essere in qualche modo rappresentati in vista della prossima importante ristrutturazione della quale sarà oggetto il credito cooperativo, ristrutturazione che comporterà importantissime modifiche agli attuali assetti aziendali.
Nessuna iniziativa sindacale era stata presa nei confronti della banca e i lavoratori erano in attesa dell’emanazione della normativa solo per esprimere il proprio parere su fatti che incideranno sul loro futuro.
Pur trattandosi di un fatto così pacifico e normale, ciò non è piaciuto al gruppo dirigente della Banca che già in passato si era distinto per atteggiamenti intolleranti nei confronti delle organizzazioni sindacali.
Abbiamo registrato un sotterraneo lavorio nei confronti dei nostri iscritti, rei, a loro parere, di non nutrire più fiducia incondizionata nell’operato della dirigenza della banca, evidentemente ritenendo che la sola iscrizione ad un sindacato, e alla Cgil in particolare, rappresentasse un atto di contrapposizione nei confronti dell’azienda.
Pochi giorni fa, il 2 dicembre, la banca è passata alle maniere forti, trasferendo due nostri iscritti, quadri direttivi con responsabilità di tipo apicale, a mansioni inferiori, in totale spregio delle norme vigenti.
Il messaggio che l’azienda vuole dare a tutti i dipendenti è semplice nella sua brutalità: se rimanete iscritti vi renderemo la vita difficile.
La Cgil non si farà intimidire da chi pensa ancora di vivere agli inizi del ‘900 quando i padroni delle ferriere cacciavano via coloro che si battevano per la tutela della dignità del lavoro.
La Cgil difenderà sia il diritto sacrosanto alle libertà di organizzazione sindacale sia le libertà di pensiero e di associazione sancite dalla nostra Costituzione Repubblicana.
La Cgil non lascerà soli né i propri iscritti né tutti coloro che all’interno della Banca di Viterbo ritengono che essere rappresentati in questo momento di difficile passaggio, non solo sia legittimo ma auspicabile.
Giovedì 10 i lavoratori hanno deciso di riunirsi in assemblea per discutere e prendere posizione rispetto a tutto ciò che sta accadendo all’interno della Banca.
Miranda Perinelli
Segretaria Generale Cgil Viterbo-Civit-RomaN
