Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In questi giorni sono stato contattato da numerosi investitori in obbligazioni subordinate, ognuno con la sua storia bancaria personale ma tutti accomunati da una chiara situazione di omessa comunicazione del rischio inerente le obbligazioni sottoscritte, e quindi tutti nella situazione di una chiara violazione dell’obbligo, da parte della Banca, di fornire informazione in relazione alla specifica rischiosità della operazione.
In ogni caso esaminato finora, appare evidente la violazione della direttiva Ue Mifid e Mifid 2, soprattutto nel caso delle obbligazioni sottoscritte dal 2013 in poi, quando le 4 Banche “salvate” avevano già un quadro di crediti a sofferenza e/o ad incaglio, superiori al capitale sociale, e quindi tale da rendere assolutamente necessaria una specifica informazione a tutti i possessori di obbligazioni subordinate. Infatti, ove si tenga conto che i crediti a sofferenza definiti complessivamente, per le 4 Banche, in 8, 5 milioni di euro sono stati ceduti al controvalore di 1,5 milioni di euro ossia circa il 17%, del loro valore nominale, tale evenienza avrebbe dovuto indurre gli organi bancari ad assumere comportamenti di assoluta trasparenza nei confronti degli azionisti e degli investitori in obbligazioni subordinate, comunicando loro l’altissima rischiosità dei titoli. Ciò nei casi esaminati fino ad ora non è avvenuto.
Per tale motivo, domani, sabato 12 dicembre, ore 10,30, presso la sede Adusbef di Viterbo in via Garbini n. 29/g incontrerà gli investitori in obbligazioni subordinate ed in azioni della Banca Popolare della Etruria per fornire loro, in via generale, tutte le informazioni inerenti il caso in questione.
Vi terrà informati su quanto emergerà dalla riunione degli investitori e da quanto potrà emergere nei prossimi giorni.
in ogni caso vi comunico che ho predisposto una piccola task-force di consulenti con l’obiettivo di offrire la massima informazione possibile anche in merito alle azioni giudiziarie da intraprendere.
avvocato Carmelo Ratano
