Viterbo – Berlusconi ha una certa età, un nuovo cavaliere non c’è, è tempo di cambiare strategia. Forza Italia a Viterbo, iscritti in libera uscita e partito spaccato. Giulio Marini ha la sua idea: il tempo della moderazione è finito. Dal partito non vuole andarsene, ma è pronto a misurarsi con esperienze diverse sul territorio. Liste civiche. Se da iscritto in Forza Italia o meno, non dipende da lui.
All’incontro di Tajani non c’era, ma lune avrà sentito parlare, come le è sembrato?
“Mi è parso tutto fuori luogo e fuori contesto. Dobbiamo ritrovare l’empatia con quell’elettorato che dalle scelte doverose ma sbagliate prese da Monti in poi, non ci segue più e oggi e non si ritrova con i nostri toni compassati. Occorre dare certezze ed essere incazzati, sennò gli elettori se ne vanno. La Francia qualcosa dovrebbe insegnarci”.
Che ricetta ha per Forza Italia sul territorio?
“Il partito deve avere una funzione politica forte. Altrimenti che ci stiamo a fare? Meglio trovare uno spazio più consono, un’aggregazione civica. Un processo che deve partire dal basso. Io mi sto distanziando da un un fronte moderato che non esiste più o esiste solo per certi politici. L’elettorato è arrabbiato, la gente ha pagato il conto della crisi. E’ quello che sto cercando di far capire e non ci riesco”.
Ci provi.
“Non dobbiamo fare accordi tra moderati, fare da cuscinetto fra altre realtà. Che un po’ è la visione di Giovanni Arena. In questo momento i moderati devono prendere in mano la situazione, andare all’attacco, anche a voce alta. Berlusconi ha ottant’anni, non possiamo dare a lui questo fardello. Ci ha tanto aiutato, adesso è tempo che noi aiutiamo lui. Oggi non siamo un modello per i giovani, ma nemmeno per gli anziani. Non lo siamo per nessuno”.
Non si sente un po’ inascoltato nel suo partito?
“Se non sentono, glielo faccio sentire. O s’adeguano loro o mi adeguo io. Sto tentando di fare adeguare loro, facendo attività politica. Non è polemica la mia. Se non me lo permettono andrò a fare politica al bar. Io di mia volontà, certamente da Forza Italia non esco”.
Sta pensando a un’aggregazione civica?
“Ci pensavo già nel 2012 a una lista civica. Devo solo capire se ci devo portare la bandiera di Forza Italia o un’altra. Quest’anno abbiamo avuto 1.600 tesserati, il prossimo mi auguro che siano di più, non di meno. Ma dobbiamo fare politica, trovare una strada, che non è quella d’avere due o tre detentori del verbo. Non si va lontani. Perché tra queste persone un nuovo Berlusconi non c’è”.
Giuseppe Ferlicca
