Viterbo – Riceviamo e pubbliciamo – Una manovretta povera di risorse e di contenuti, la finanziaria regionale 2016 è l’ennesima dimostrazione dell’immobilismo e della confusione che regna nella giunta Zingaretti e nella maggioranza. La legge di stabilità non mette nulla a vantaggio di cittadini, imprese e realtà associative del territorio.
C’è un pezzo della riforma Delrio, su cui si sarebbe potuto lavorare in modo più serio, data la presenza di Roma Capitale in questa regione; non c’è traccia della ripresa di cui alcuni parlano e non intercetta momenti importanti come il Giubileo che ci rimettono al centro dellâattenzione internazionale.
Non c’è alcunché sulla sanità, se non quell’assurdo articolo 5 con cui la giunta vuole obbligare i cittadini a farsi autorizzare dalle Asl per prestazioni sanitarie fuori dal Lazio o presso strutture private accreditate all’interno della nostra regione: dopo aver strenuamente difeso la norma in commissione, ci fa piacere che la giunta abbia copiato il nostro emendamento sulla soppressione dell’articolo.
Uno scivolone o forse una tardiva presa di coscienza su un provvedimento che non avrebbe avuto un impatto economico rilevante, appeso ad un decreto governativo riesumato dal 2001 relativo a prestazioni sanitarie che nulla hanno a che fare con la mobilità sanitaria e soprattutto dice ai cittadini che il servizio sanitario del Lazio non è in grado di offrire prestazioni adeguate però impone di chiedere il permesso per andarsi a curare altrove.
Una grave violazione del diritto alla salute costituzionalmente sancito: l’opposizione da subito ha chiesto di sopprimere l’articolo 5 e chiediamo che l’emendamento abrogativo a firma mia e del collega Storace sia votato in aula.
Anche sulla brutta vicenda delle cartelle pazze sui ticket sanitari non c’è una parola in questa manovra: Zingaretti ha rivendicato di aver già incassato 9 milioni di euro, ma se come lo stesso governatore ha dichiarato il 10 per cento degli avvisi bonari può contenere errori, è legittimo pensare che almeno 900mila euro siano stati versati per paura da cittadini onesti i quali non ricordando quanto successo nel 2009 e nel 2010, intanto hanno pagato.
Se così fosse sarebbe appropriazione indebita legalizzata. Ultimo, ma non meno importante, il dramma delle Rsa: una ferita non sanata che denunciamo da due anni, su cui ancora ci viene risposto che qualcosa si farà e non si fa mai niente. E questa sarebbe la tanto sbandierata vicinanza del centrosinistra ai più fragili.
La luna di miele è finita, i cittadini del Lazio non meritano un documento vuoto come quello che è stato presentato e su cui faremo una opposizione seria ma inflessibile.
Daniele Sabatini
Consigliere regionale del Lazio
