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“Michelini rimetta subito il mandato”

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Marini, Sberna, Santucci, Buzzi, Ubertini, Grancini

Marini, Sberna, Santucci, Buzzi, Ubertini, Grancini 

Viterbo – (g.f.) – “L’amministrazione deve andare a casa, è esplosa”.

Si chiude un consiglio comunale surreale, con gran parte del centrosinistra assente e quello che è rimasto, ha votato nei fatti contro l’indicazione del sindaco Michelini. Sui revisori dei conti.

Il primo cittadino dice sì e i suoi non si esprimono, pur restando in consiglio. E la proposta è bocciata. Disastro politico.

“Quest’amministrazione deve andare a casa – dice Claudio Ubertini (FI) in una conferenza stampa improvvisata non appena chiusi i lavori – e la maggioranza è esplosa. Il sindaco non so come faccia a sedere al suo posto.

Devono andare a casa, non ci sono più appelli. Non sono più in grado di governare”. I

l primo cittadino deve dimettersi. Subito. “Stasera stessa – osserva Gianmaria Santucci (Fondazione) – Michelini deve rassegnare le sue dimissioni.

La maggioranza non c’è più, perché mezza era in aula e mezza ha deciso di non esserci, i fioroniani e i moderati.

Se ci obbligasse ad andare avanti con questo teatrino, sarebbe vergognoso e a perderci la faccia il primo sarebbe lui stesso”.

Deve dimettersi subito, anche per Chiara Frontini (Viterbo 2020) che si dice soddisfatta della pratica respinta per i revisori dei conti.

“Si è salvaguardato, respingendola, una dignità istituzionale del consiglio, di indirizzo e di controllo – dice Frontini – il centrosinistra ha sbattuto a duecento all’ora contro la loro stessa prepotenza”.

In una giornata sui generis, tre punti sono stati approvati. “Si è lavorato – osserva Luigi Maria Buzzi (FdI) – e abbiamo cominciato pure puntuali.

A chi sostiene il contrario, faccio notare che gli assenti hanno sempre torto. Il sindaco prenda coscienza della situazione e lasci. Non c’è una maggioranza buona e una cattiva. C’è stata una forte opposizione”.

Quanto accaduto oggi è il segno che la mozione di sfiducia discussa poche settimane fa era giusta. Lo sostiene Insogna.

“A Livio Treta che manda comunicati – osserva Insogna (Gal) – faccio presente che potevano esserci. Noi eravamo dieci, gli assenti undici. Se fossero venuti la pratica sarebbe passata.

La realtà è che hanno fatto il gruppo e vogliono passare alla cassa, con un assessorato”.

Giulio Marini (FI) ricorda come quando lui sindaco, gli fu bocciato il bilancio e si dimise. “Quando si va sotto, va rappresentata la difficolta della maggioranza. E si prova a ricostruirla. Se si può. Altrimenti si va a casa”.

Sulle dimissioni di Michelini dissente, si fa per dire, Goffredo Taborri: “Non dobbiamo chiederle più. Più le chiediamo e più si rafforzano.

Mi auguro che continuino con commedie come quella di stasera. E’ una delizia. Anche se capisco che non lo sono per la città. Per assistere a commedie di solito si paga, qui è tutto gratis”.


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