Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Anno nuovo, ma sindaco vecchio. Vecchio perché è oramai datato, privo di autonomia, senza idee e in piena crisi d’identità politica e amministrativa. In due anni e mezzo ha incarnato il peggio del peggio, sempre in senso politico e amministrativo.
Leggiamo di proclami, annunci e visioni future di una città che sino a oggi lui, colpevolmente e senza attenuanti, ha deluso e tradito. Questo sindaco è molto lontano dai problemi esistenziali, concreti e quotidiani della città e dei cittadini, per lui è molto più importante apparire che essere.
Basti pensare a come ha affrontato temi riguardanti i lavoratori delle esattorie e i lavoratori in genere, compresi gli impiegati e i funzionari comunali. Basti pensare come ha considerato e liquidato amministrativamente le famiglie e gli ospiti delle Rsa.
Come ha giocato con le tariffe mense scolastiche. Come ha pesantemente tagliato e ridotto le risorse del settore servizi sociali. Come ha di fatto rinnegato e impedito il prezioso lavoro iniziato dall’assessore Vannini in materia di smaltimento rifiuti. Come abbia fatto scomparire iniziative come il Settembre Viterbese e abbia ignorato una buona parte di associazionismo culturale e sportivo.
Questi sono solo alcuni esempi della sua manifesta e conclamata inadeguatezza.
Soprattutto è doveroso pensare come abbia aumentato tasse e imposte per 3milioni di euro senza migliorare alcun servizio e aver prodotto alcun beneficio strutturale alla città. Tutto ciò che si sta realizzando in questa città di importante e di valore, se l’è trovato bello e confezionato dall’amministrazione Marini.
La città, dopo due anni e mezzo, ancora aspetta servizi migliori, manutenzioni ordinarie e straordinarie, riqualificazione urbana. Aspetta invano i progetti e i finanziamenti concepiti dall’amministrazione Michelini, caratterizzata da “annuncite acuta”. Parole su parole, proclami su proclami. Faremo questo e faremo quest’altro. Milioni di euro che compaiono, scompaiono e poi ricompaiono. Come si suole dire, “tutte chiacchiere e distintivo” signor sindaco.
Sentiamo ancora parlare pateticamente da mesi, delle due o tre cose sinora che ha fatto. Il sindaco, ripetitivo e noioso, parla del successo di Expo: successo all’andata e colossale insuccesso per il ritorno che ancora non c’è, e questa è un’altra offesa alla città, alla sua devozione e alla sua tradizione. Ma l’importante era fare passerella e pavoneggiarsi, poi del resto chi se ne importa. Improvvisazione e dilettantismo allo stato puro.
Un sindaco che ha perso la fiducia di dieci consiglieri di maggioranza e che continua a dire che andrà avanti. Andrà avanti dove? Con chi? Con quali numeri? Con quale dignità e credibilità amministrativa? Oramai la breve, travagliata e disastrata gestione Michelini può andare avanti solo se alimentata da pesanti compromessi e accordi politici, scelte funzionali a tenere in vita una amministrazione in coma irreversibile.
Andare ancora avanti così significa ostinarsi a governare in una situazione di caos e di precarietà amministrativa, spinta e motivata solo da puro egoismo e narcisismo amministrativo del sindaco e del suo “cerchietto magico” che non può e non deve penalizzare ulteriormente la città e i suoi abitanti.
Decida ora di sua spontanea volontà di lasciare agli elettori il giudizio sul suo operato, dia le dimissioni con onore, abbia il coraggio di ricandidarsi a sindaco se ritiene di aver fatto bene ed esca subito da questo accerchiamento politico e da questa imbarazzante situazione che inizia anche ad intaccare la sua credibilità personale.
Francesco Moltoni e Sergio Insogna
Consiglieri del gruppo Gal
