Viterbo – (g.f.) – “Quattro enti locali mi chiedono personale della polizia locale, ma loro si rifiutano per non fare dieci chilometri di strada”.
Provincia e personale in esubero, il presidente Mauro Mazzola alle prese con la Delrio, legge di riordino con più di un problema.
A cominciare dai lavoratori da ricollocare, in virtù di funzioni non più in capo all’ente.
“Ci sono gli addetti al laboratorio restauro, quindi altri 47 e poi 13 addetti alla polizia provinciale che non si sa dove devono andare.
Quattro enti mi chiedono di poterli impiegare, ma si rifiutano, perché non vogliono fare dieci chilometri”.
Succede anche questo a palazzo Gentili, dove una riforma tutt’altro che perfetta sta creando non poche difficoltà.
“Per non parlare dei 46 precari – incalza Mazzola – qualche benpensante mi dice di riassumerli tutti per tre o quattro giorni, cosi resta loro la posizione. Piuttosto, perché non teniamo conto dei tre anni di anzianità, cosa ben più importante”.
Considerazioni al Consorzio biblioteche, durante la presentazione del progetto per gli Ardenti.
“Forse nella legge di stabilità si riesce a non tagliare dieci milioni alle province, con altri dieci già tolti”.
Proprio ieri il Sole 24 Ore ha pubblicato la mappa dei trasferimenti, ovvero, tutti quei lavoratori che nelle province sono in esubero.
A Viterbo ce ne sono 20 in mobilità generale, uno alla tenuta albo autotrasportatori, due già comandati in altri enti, uno alla tutela patrimonio culturale e un altro per il bando ministero della Giustizia.
Quindi quaranta fanno riferimento ai centri per l’impiego, non più di competenza provinciale, ci sono quindi i 13 della polizia provinciale e 24 in pensionamento.
