Capodimonte – Omicidio del lago, otto anni a Melaragni.
Condanna a otto anni di reclusione per Settimio Melaragni, l’immobiliarista 60enne di Capodimonte accusato di aver ucciso la compagna Daniela Nicoleta Hatmanu nel 2008.
Confermata la prima sentenza della corte d’appello annullata con rinvio dalla Cassazione.
La sentenza è stata emessa dalla II Corte d’assise d’appello di Roma, presieduta da Luigi Luca.
In primo grado, Melaragni è stato condannato a dieci anni e sette mesi dal tribunale di Viterbo. Pena ridotta a otto anni in appello.
La notte del 31 gennaio di sette anni fa, Melaragni esplose dei colpi in casa con la Beretta calibro 9 che teneva accanto al letto.
Pensava fossero i ladri; invece era Daniela, 37enne romena, la sua compagna che si era alzata dal letto per andare in bagno. I proiettili l’hanno raggiunta alla gamba destra e al torace.
Per lei, atterrata quello stesso pomeriggio a Fiumicino da Palermo per passare la notte con Melaragni, non ci fu nulla da fare.
L’immobiliarista si è sempre difeso sostenendo di aver sparato per paura: nell’ottobre del 2007 sarebbe stato stuprato durante una rapina in casa.
La sua difesa è stata smontato pezzo per pezzo dalla sua ex Melinda Zabo: ascoltata al processo di primo grado, disse che non c’era mai stata nessuna rapina con stupro nell’ottobre 2007 e che quella stessa notte lei e Melaragni erano insieme a casa. Lui, per tutta risposta, l’ha denunciata.
Per il deposito delle motivazioni, la Corte ha preso 60 giorni, all’esito delle quali la difesa si è detta pronta al ricorso in Cassazione.




