Viterbo – (g.f.) – Si conferma l’incompatibilità, il debito è liquido ed esigibile e la messa in mora è regolare.
Decadenza del consigliere Chicco Moltoni legata alla delibera Cev e relativa richiesta di danno erariale, in poche righe, il parere degli uffici conferma che la procedura è corretta e le controdeduzioni presentate dal diretto interessato, respinte.
In prima commissione, ieri sera il dibattito. Su un binario che all’opposizione non piace, ma che pure la maggioranza non gradisce.
Tanto che dopo due ore di scontro più che discussione, si arriva alla svolta: Marco Volpi (Pd) chiede il rinvio perché serve un parere legale che rafforzi eventualmente quello stringato arrivato dalla segreteria generale e riportato nella delibera che in teoria dovrebbe essere votata domani in consiglio comunale.
La proposta passa. Tutto rinviato. Con il segretario regionale piuttosto contrariato. Non si giudicano i pareri in base alla loro lunghezza. Punto. E a capo.
La commissione finisce nel caos, degna chiusura, visto com’era iniziata. Non si sa bene il rinvio a quando sia e a dove. In consiglio o di nuovo in commissione? Saperlo…
Non è il solo dubbio.
“L’avvocato Pistilli – dice Claudio Ubertini (FI) – ha predisposto le deduzioni per Moltoni, quattro pagine, mentre in quattro righe, il parere presentatoci rigetta tutto.
A un documento legale così articolato serve un contro parere di un altro legale. Io non sono in grado di dire se sia giusta o meno la valutazione che viene chiesto di votare e non bastano le poche righe scritte per rigettarle”.
Il documento predisposto per essere votato giovedì in consiglio, per il diretto interessato Moltoni, non è approvabile: “Non solo inapprovabile, è proprio irricevibile – osserva Moltoni – se c’è un parere contrario al mio, chi lo ha predisposto lo firma e lo porta in consiglio, esponendolo ai colleghi.
Sono gli unici cui è consentito giudicare se le mie memorie siano valide o meno”.
Pure a Gianmaria Santucci (Fondazione) la delibera proposta non piace. “Serve un parere – osserva Santucci – in allegato, dove punto per punto siano elencate le ragioni per cui le osservazioni di Moltoni si ritengono inesatte”.
E senza un parere articolato, inutile andare avanti. Marco Volpi (Pd), propone di sospendere i lavori della prima commissione.
“Pure il fatto che ci sia una delibera già pronta – sostiene Volpi – in cui si anticipano le conclusioni, non mi convince”.
Sui tempi, Moltoni ha qualcosa da ridire: “Lunedì alle 11.30 – ricorda Moltoni – ho consegnato le mie memorie. Alle 13.30 ce le avevano tutti, una celerità unica. Sono state diffuse in modo improprio. Era il 7 dicembre.
Il 9 è stata convocata d’urgenza la conferenza dei capigruppo e già c’era la proposta di delibera, dando per assodato che le mie memorie erano carta staccia”.
La materia è delicata Maurizio Tofani (Oltre le mura) propone di segretare la commissione. Da subito.
Purtroppo per lui, ma anche per i giornalisti presenti, la proposta cade nel vuoto.
Non è quello che Moltoni vuole: “Qui stiamo discutendo di un consigliere eletto e se sia corretto estrometterlo”.
E il suo collega di gruppo, Sergio Insogna, sottolinea: “E’ il consigliere che dobbiamo difendere, la sua figura e il suo ruolo. A prescindere da Chicco Moltoni”. Ovvero, non è solo in gioco una persona, ma quello che rappresenta.
