Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Siamo rammaricati per la polemica divampata fra il presidente Mazzola e la polizia provinciale.
In un momento così delicato per il futuro delle province ci sarebbe bisogno di maggiore senso di responsabilità da parte di chi è chiamato a gestirne il cambiamento.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori della polizia provinciale di Viterbo oggetto, a nostro avviso, di un attacco sopra le righe e con toni quasi intimidatori.
D’altronde poi il loro sfogo pubblico arriva dopo una serie di dichiarazioni del presidente Mazzola che francamente anche noi fatichiamo a comprendere.
A seguito della conversione del D.L. “Enti Locali” abbiamo aperto un tavolo di confronto con lo stesso presidente per poter giungere al completo assorbimento del personale della polizia provinciale nella dotazione organica dell’ente (possibile rispettando il taglio del 50% sulle spese di personale).
Dopo le aperture iniziali e le dichiarazioni possibiliste, il presidente si è arroccato sulla posizione del dimezzamento del personale; forse consigliato da qualche dirigente?
Abbiamo più volte manifestato la nostra contrarietà ribadendo la necessità di inserire tutti in pianta organica; l’amministrazione ha tirato dritto per la propria strada, decidendo unilateralmente i criteri di scelta del personale ed eludendo il confronto sul tema.
Oggi non si può dire che è stato fatto il possibile.
La causa della polizia provinciale è stata portata avanti a parole, ma nei fatti molto di più poteva essere concretizzato. Ci sorprende inoltre che il presidente incentivi l’abbandono della polizia provinciale proprio nel momento in cui la Giunta Regionale presenta il progetto di Legge di Stabilità 2016 che, se approvato dal Consiglio, finanzierà la ricollocazione del personale soprannumerario presso l’Ente di appartenenza. Speriamo che il Presidente non sia dispiaciuto di poter riavere tutti gli effettivi della polizia provinciale.
Quello che più ci amareggia è la conclusione dell’intervento con le sibilline allusioni sull’operato della Polizia Provinciale: ci sembra obiettivamente fuori luogo e manchevole di quel rispetto che il presidente invoca per sé.
Ci stupisce infine la dichiarazione sul tema dei precari, che ci appare come un inaccettabile tentativo di scatenare una “guerra fra poveri”, fomentando la rabbia di chi si trova in una situazione di grave disagio sociale.
I lavoratori della polizia provinciale non hanno mai strumentalizzato alcunché, né tantomeno considerano disdicevole entrare nelle polizie municipali percorrendo qualche chilometro in più (molti di loro sono già pendolari); essi, unitamente ai colleghi di tutt’Italia, hanno solo combattuto per rivendicare, legittimamente, l’importanza del loro lavoro quotidiano sul territorio.
Cgil Fp Cinzia Vincenti
Cisl Fp Renato Trapè
Uil Fpl Lucio Corbucci
Usb Sergio De Paola
Ugl Carlo Schiaffino
Diccap – Sulpm Ivo Aquilani
