Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Con il voto positivo della Risoluzione unitaria contro il Caporalato, avvenuto ieri nelle commissioni agricoltura e lavoro riunite è stato fatto un passo importante sulla strada della lotta contro questo grave fenomeno che colpisce il mondo del lavoro agricolo e non solo.
Il testo finale si attua nell’ambito delle competenze delle commissioni Agricoltura e Lavoro ed accoglie molti dei punti proposti dal Movimento 5 Stelle, che in queste settimane ha cercato di ascoltare le voci e le testimonianze di chi è impegnato quotidianamente su questo fronte e che ringraziare per gli input ricevuti.
Su un binario parallelo si sta lavorando per mettere mano al codice penale ed affinare le armi legislative per contrastare anche sotto il profilo normativo la piega del caporalato e le varie forme di neoschiavismo, di cui peraltro proprio in questi giorni abbiamo appreso essere oggetto anche il nostro territorio con la triste storia del giovane romeno vessato e sfruttato in modo disumano.
Con l’approvazione della risoluzione non sono più ammessi ritardi o tentennamenti da parte del governo visto che le linee di indirizzo fornite dal Parlamento sono chiare. In particolare, tra le proposte del M5S accolte nel provvedimento – aggiunge il portavoce 5stelle – ci sono il cosiddetto ‘numero rosso’, un recapito telefonico nazionale di utilità sociale presso il ministero del Lavoro attraverso il quale i cittadini italiani e stranieri potranno denunciare condizioni di maltrattamenti e abusi sui luoghi di lavoro; la messa a sistema di tutte le banche dati nazionali esistenti (ministero del Lavoro, Agenzia delle Entrate, Agea, Inail, Inps e Centri per l’impiego); l’adesione alla Rete del lavoro agricolo di qualità solo per quelle aziende che rispettano il contratto collettivo nazionale; che il governo riferisca periodicamente alle Camere sull’andamento del fenomeno.
Siamo riusciti inoltre a far inserire in extremis l’impegno ad intensificare i controlli sulle imprese e le cooperative senza terra, dove più facilmente si annida l’intermediazione del lavoro e la relativa degenerazione nei fenomeni di caporalato.
Sinceramente ci saremmo aspettati più coraggio da parte della maggioranza, e che si fosse puntato con fermezza sulla rivalorizzazione dei centri dell’’impiego pubblici, in modo che il reclutamento di manodopera stagionale possa essere fatto in tempi rapidi seguendo le vie legali.
Ad ogni modo crediamo che questo sia solo un primo passo verso la soluzione del problema, coscienti che l’entità del fenomeno è tale che solo un impegno collettivo di tutti i soggetti coinvolti, serio e duraturo nel tempo potrà dare i suoi frutti, ed il M5S sarà sempre presente per dare il suo contributo.
Massimiliano Bernini
Commissione XIII- Agricoltura Camera dei Deputati
