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Si azzeri la giunta e si amministri con autorevolezza

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Riccardo Valentini

Riccardo Valentini 

Viterbo – Difficile intervenire in un dibattito quando i toni hanno raggiungono livelli di sfida che i cittadini normali non capiscono. Difficile soprattutto quando questo dibattito avviene al difuori della sua sede naturale: quella della maggioranza e in particolar modo del Partito democratico e dei suoi organi di governo. Non si capisce invece l’improvviso e repentino cambio di un assessore senza che ci sia stata una valutazione nel merito del suo operato e dei risultati del programma elettorale.

Vorrei ricordare sommessamente che i cittadini eleggono una classe dirigente e votano un programma di governo che rappresenta obiettivi concreti da raggiungere in tempi certi e veloci.

Chi cita Renzi in questo dibattito non può farlo solo perché Renzi avrebbe stabilito un’alleanza di opportunità con forze moderate ma perché Renzi ha dato alla politica il senso di concretezza e di risposta al cittadino imponendo un cronoprogramma di riforme, per il nostro Paese, straordinario sia per merito che per velocità.

Nel periodo delle primarie e poi durante la campagna elettorale, Viterbo ha ritrovato una vivacità di confronto, proposta e partecipazione. Ha riscoperto il civismo nel rifiuto del trasformismo. Ha ritrovato la volontà e la prospettiva di mettersi al servizio del territorio e di chi lo abita. Molti giovani si sono avvicinati alla politica e sono sorte liste civiche capaci di non essere solo aggregatori di consenso in una astrusa tecnicalità elettorale ma di rappresentare un punto alto di innovazione e dibattito politico. Non possiamo permettere che tutto questo vada perduto. Non riesco personalmente ad arrendermi al fatto che tutto questo sforzo sia stato inutile.

Sono sempre convinto che non sia stato svolto, da nessuna parte politica, un ragionamento ampio sulle problematiche che affliggono la nostra città e sulle ipotesi di soluzioni. Un territorio che risente, in maniera importante, della crisi economica e che non ha saputo interrogarsi per decidere collettivamente quale fosse la strada da intraprendere per un rilancio economico capace di intrecciare e far interagire territorio e sviluppo all’interno di un’unica strategia.

Ho spesso avuto l’impressione che Viterbo venisse amministrata “con il gas al minimo” senza mai uno scatto di orgoglio, un’ambizione vera e una rivoluzione di metodo innanzitutto nella gestione della macchina pubblica.

Forse questi 2 anni e mezzo non hanno saputo dare quell’impulso di cambiamento che in tanti si attendevano. Ma non voglio pensare che il dibattito interno, soprattutto del Partito Democratico, debba essere segnato da logiche, schieramenti, malsane abitudini, riti e linguaggi propri di un correntismo esasperato ed esasperante.

Voglio fermamente sperare che ci sia ancora una possibilità di riannodare il filo della speranza e offro il mio impegno perché tutti quelli che hanno contribuito alla vittoria del 2013 si mettano attorno a un tavolo per rilanciare un programma di “midterm”, fatto di obiettivi concreti e tempi certi, ridando la voce alle donne e agli uomini migliori che abbiamo.

Si faccia una conferenza programmatica della maggioranza e si mettano nero su bianco i punti del programma da realizzare. Il patto su Viterbo del governo è ancora in piedi e c’è sempre stata la massima disponibilità della Regione Lazio a portarlo a termine, a patto che ci sia un governo della città autorevole e presente. Non c’è più un equilibrio politico in giunta? Allora si azzeri la giunta e si scelgano le migliori persone che abbiamo in città per portare avanti il programma.

Infine, sempre Matteo Renzi, questa volta di fronte al caso dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino: “se sai governare governa oppure vai a casa”. I cittadini sono i nostri padroni e non viceversa.

Riccardo Valentini

Consigliere regionale Pd


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