- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Distaccamento di Tarquinia, nuovi mezzi e informatizzazione”

Condividi la notizia:

Il comandante Giuseppe Paduano

Il comandante Giuseppe Paduano 

Il comandante Giuseppe Paduano

Il comandante Giuseppe Paduano

Viterbo – “E’ stato suggestivo indossare la divisa”.

Giuseppe Paduano è alla guida del comando provinciale dei vigili del fuoco dal 15 settembre e in questi mesi ha lavorato in silenzio per prendere conoscenza della realtà locale.

Con una lunga carriera alle spalle e tanta esperienza, ora affronta questa nuova avventura che durerà tre anni. Sa già dove intervenire: distaccamento di Tarquinia, nuovi mezzi, informatizzazione del comando e presenza sul territorio.

Chiara l’impronta che vuole dare al suo incarico. Intanto, il 4 si festeggia santa Barbara.

Dal 15 settembre è a capo del comando provinciale.
“Viterbo – dice Paduano – è una città molto bella, con un centro storico unico e una popolazione molto accogliente. Qui ho trovato un contesto famigliare e una predisposizione alla collaborazione anche da parte delle altre forze istituzionali e di polizia.

Da quando sono arrivato, abbiamo fatto per lo più interventi “ordinari” e cioè che, tra quelli previsti, sono per noi i più semplici. Anche se poi ognuno è diverso dall’altro e dipende dal contesto. Ci troviamo di volta in volta a confrontarci con problematiche differenti. Variabili e imprevisti a cui siamo abituati”.

Ha già individuato delle criticità?
“Un po’ mi preoccupa la distribuzione dei distaccamenti sul territorio, nel senso che Gradoli e Civita Castellana operano su una parte, mentre rimane più scoperta quella del litorale, tra Civitavecchia e Montalto di Castro. Per Tarquinia, che è attivo dalle 8 alle 20, abbiamo ottenuto una proroga fino al 31 dicembre 2015, poi si vedrà. Al momento, non ho avuto segnali, né positivi né negativi, su quello che accadrà. E’ ovvio che, da parte mia, c’è tutto l’interesse affinché questo distaccamento agisca il più a lungo possibile”.

Per quanto riguarda mezzi e strumenti a disposizione del corpo?
“Alcuni mezzi, sono un po’ vecchi e questo dipende dalla mancanza di fondi dovuta alla crisi economica che ci accomuna agli altri comandi. Mi sto comunque adoperando per ottenerne qualcuno nuovo”.

La sua è una lunga carriera: ha lavorato in amministrazione, nel campo della formazione e ha preso parte alle operazioni di soccorso alle principali emergenze nazionali degli ultimi anni, tra cui il terremoto dell’’Umbria nel 1997, quello abruzzese del 2009 e l’’alluvione di Sarno. A Viterbo è la sua prima esperienza da comandante provinciale.
“Mi sono occupato di emergenze nazionali, da quando sono nel corpo, un’esperienza che mi sta molto aiutando in questo incarico”.

Un incarico che durerà tre anni, che impronta vorrà dargli?
“Mi piacerebbe informatizzare di più il comando per migliorare l’organizzazione amministrativa. Per quanto riguarda gli interventi, invece, devo dire di aver trovato personale molto preparato per cui la sfida più grande sarà quella di mantenere questo standard elevato, se non addirittura migliorarlo. Puntare quindi sulla formazione per approfondire quello che si è acquisito in tanti anni di carriera”.

A Viterbo, poi, ci sono tante specializzazioni.
“C’è il nucleo Saf, speleo alpino fluviale, che fa parte delle alte qualificazioni dei vigili del fuoco e poi il comando vanta un fiore all’occhiello, ossia il gruppo Tas, Topografia applicata al soccorso, nell’ambito della ricerca di persone disperse. E’ una tecnica che ha mosso qui i primi passi nel 200 e che ora è adottata a livello nazionale. Serve per orientarsi con gli elementi naturali come il sole, ma anche usare la bussola e le apparecchiature gps o saper leggere le carte topografiche. E’ poi importante perché consente di usare programmi “Gis”, Geographic information system, ossia sistema informativo geografico, ma anche di migliorare la sicurezza durante un intervento, monitorando l’azione di tutte le squadre in campo”.

Il 4 si festeggia Santa Barbara, protettrice dei vigili del fuoco.
“Per noi santa Barbara è tutto. Quella data segna un punto di passaggio tra l’anno vecchio e quello nuovo. Organizzeremo una messa solenne nell’omonima parrocchia che sarà officiata dal cardinale De Giorgi, poi ci ritroveremo al comando coi colleghi in servizio e non”.

Come definirebbe la missione dei vigili del fuoco?
“Unica”.

Si spieghi.
“E’ un lavoro particolare che permette di fare esperienze straordinarie e di aiutare il prossimo. Un compito portato avanti da chi opera sul territorio con una passione che non tutti hanno. Giorni fa, leggevo la lettera di un collega che spiegava come i vigili fossero al fianco delle persone giorno e notte. A volte, purtroppo, la presenza si avverte solo nelle situazioni in cui è necessario il nostro intervento. Vogliamo far sapere che ci siamo”.

Quando ha capito che sarebbe stato un vigile del fuoco.
“Mi ci sono avvicinato quasi per caso. Subito dopo la laurea un mio amico mi ha suggerito di fare il concorso. Mio papà era carabiniere e iniziare un lavoro in cui c’era da indossare la divisa è stato per me suggestivo e l’ho fatto con piacere. Con gli anni, ho accumulato esperienza e ora posso dire di fare un lavoro che mi piace e che mi piace fare nel migliore dei modi. Ringrazio anche il mio comando per l’accoglienza e per quello che fa tutti i giorni per aiutarmi. Sono contento di essere quello che sono. Sono contento di stare qua e, con l’occasione, visto che siamo quasi a ridosso del Natale, vorrei fare i miei auguri ai viterbesi, sperando che l’anno nuovo porti serenità e la gioia di qualcosa che desiderano da tanto tempo”.

Paola Pierdomenico


Condividi la notizia: