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Dio serve solo per far meglio i propri affari…

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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Intanto, i cristiani che il Giubileo avrebbero voluto farlo a Roma ci hanno ripensato e gli alberghi della capitale, compresi quelli di proprietà di organizzazioni religiose, segnano un consistente meno nelle presenze.

Restano invece fermi nella loro idea i musulmani dell’Isis, i quali non cessano di individuare l’obiettivo finale della chiamata alle armi dei loro fedeli nella città che noi consideriamo eterna e che loro stanno rendendo insicura e perciò precaria.

E’ un’altra puntata della guerra santa che contrappone interessi economici dietro Croci e Mezze Lune, con l’Occidente cristiano finora vincente e gli islamici di Africa ed Asia in povertà nonostante la ricchezza dei loro suoli e sottosuoli, ma con una grande potenzialità, quella del numero: gli africani che oggi sono circa un miliardo, per oltre il 60% con meno di 25 anni, diventeranno un miliardo e mezzo tra vent’anni, mentre gli europei scenderanno a meno di settecento milioni, solo per il 30% giovani.

Da anni, tv ed internet fanno viaggiare nell’etere l’immagine delle nostre comodità, compresa la pubblicità di costosi alimenti per gatti e cani, ed arrivano fin nel deserto sub sahariano dove si vive con meno di due euro al giorno.

Naturale, quindi, che dall’Africa, dal Medio Oriente e dalle sue guerre per il petrolio che tanto interessano agli occidentali fossero e siano ancora in tanti a fuggire per venire qui da noi.

Occupazione non indolore ma prevedibile, fatta con sacrifici enormi che chi ha fame non avverte e buona occasione per i fondamentalisti islamici, pochi ma potenti, per la guerra santa contro le nostre città ricche ma infedeli.

Sul campo di battaglia, i combattenti per Allah sono motivati al martirio perché li attende la ricompensa di un paradiso certo e felice anche dal punto di vista sensuale, con le 72 donne promesse da chi, sulla scia del loro sangue, marcia alla conquista del mondo.

Anche mille anni fa accadde qualcosa di simile, ma sul versante opposto, quello dei cristiani chiamati a liberare il Santo Sepolcro dagli infedeli musulmani.

Un papa lo chiese ai principi cristiani spiegandogli che le loro terre, qui in Europa, erano ormai “anguste” per una popolazione tanto cresciuta e che era bene puntare altrove, là dove il “latte e miele” sgorgavano copiosi. Nelle terre promesse di Gerusalemme.

Questo, Urbano II disse nel 1095 a Clermont per incitare alla prima Crociata e si rivolse anche ai poveri cristi che sarebbero andati a combattere assicurando assoluzione, remissione dei peccati e indulgenza plenaria “per quanti qui sono miserabili e lì saranno ricchi e felici”.

A mettere a confronto le cose, vien da credere che davvero di Dio ce ne sia uno solo e che gli uomini lo chiamino in modo diverso solo per far meglio i propri affari.

Renzo Trappolini


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