Viterbo – (g.f.) – Arsenico, dal primo febbraio a rischio la manutenzione degli impianti di depurazione. Con i valori che potrebbero tornare oltre i livelli consentiti.
Un incubo mai del tutto svanito nella Tuscia, ma che tornerebbe prepotentemente d’attualità.
Tutto perché a fine dicembre l’appalto per la manutenzione sarebbe scaduto e prorogato dalla regione soltanto per un mese.
La gestione dei dearsenificatori è stata affidata a sue tempo a due imprese specializzate, ma al 31 gennaio la regione vorrebbe passare tutto in mano a Talete.
Con il serio rischio che il sistema vada in tilt e altra conseguenza, gli operai oggi impegnati nella manutenzione si ritroverebbero senza lavoro.
Non è un’operazione da potersi fare dalla sera alla mattina.
La gestione degli impianti è molto complessa e deve essere costante. Le persone che operano nella sessantina di strutture sparse nei comuni viterbesi sono qualificate e abilitate dopo una formazione mirata.
Se da un giorno all’altro dovesse subentrare Talete, c’è chi teme come la società non sia in grado di garantire lo stesso tipo d’intervento. Tecnico addetto non lo si diventa da un giorno all’altro, anzi. Senza contare le difficoltà economiche della società che gestisce il servizio idrico nella Tuscia.
Pure per questo, si parla di un’ulteriore proroga di altri tre mesi, ma sarebbe solo un modo per rinviare il problema.
E’ risaputo che la manutenzione dei dearsenificatori è onerosa e complessa.
Se si salta in ciclo o non si rigenerano i filtri nel modo adeguato, oltre a intasarsi, i valori possono variare, rischiando di danneggiare anche l’impianto.
Al momento tutto tace. Tanto dalla regione quanto da Talete. Acqua in bocca. Dal primo febbraio anche con più fluoruri e arsenico?

