Viterbo – Giuseppe Fioroni e Leonardo Michelini capitolano.
Crisi in comune, sindaco e parlamentare Pd alzano bandiera bianca.
Nella più totale incapacità politica nel risolvere la crisi, che si somma all’immobilismo amministrativo, il primo cittadino oggi finalmente si è accorto che spetta a lui provare a rimettere insieme una coalizione che nei fatti non c’è più e che forse non c’è mai stata.
A proposito dell’incontro a Roma con i vertici Pd, Michelini ha spiegato: “Mi sembra che verrà fuori il minimo sindacale, a quanto pare tocca a me occuparmene.
Me ne dovrò fare carico”. Buongiorno!
Ci sono voluti solo quaranta giorni per arrivare a capire che il sindaco è lui. Non gliene va fatta una colpa, però.
Il sindaco di Viterbo, lo sanno tutti, che in realtà è il vice. Lisetta Ciambella.
Sfortunatamente stavolta i suggerimenti dell’illuminata vice non sono stati risolutivi. Forse perché Giuseppe Fioroni ha fatto sapere a chiare lettere che di Viterbo non si occupa. E tutti ci hanno creduto, ovviamente.
Senza suggerimenti sono guai.
Comunque, sempre dopo quaranta giorni, Michelini è riuscito a capire un altro fondamentale concetto: mettersi a capo di Moderati e riformisti, assumendone la presidenza, non è stata una genialata.
Oggi, come ha dichiarato al Messaggero, si dice pronto a lasciare quel ruolo. Bravo. Meglio tardi che mai.
Se questi sono i tempi con cui prende coscienza delle situazioni che gli si presentano di fronte, nel 2050 le buche a Viterbo saranno ricoperte, nel 2120 riaprirà lo stabilimento termale ex Inps, nel 2075 sarà risolto il problema dei rifiuti e la città finalmente pulita.
E sopratutto, nessuno si offenda se incontrandolo per strada e chiamandolo sindaco, Michelini non risponderà al saluto.
Con i suoi tempi, facendo un rapido calcolo solo nel 2035 realizzerà che a giugno 2013 è diventato sindaco di Viterbo.
Giuseppe Ferlicca



