Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro sindaco, quando avrà finito di bussare a tutte le porte, sperando di intravedere, nell’aprirle, uno spiraglio che la legittimi ancora a considerarsi sindaco di una città che non la vuole e che per la quale non ha fatto, non sta facendo e non farà nulla se non interventi in corso d’opera voluti e ottenuti dalla precedente amministrazione (così tanto bistrattata, ed oggi forse rimpianta), sarà troppo tardi ed avrà perso anche quella credibilità di imprenditore e di uomo capace di fare impresa che fino a ieri lo ha contraddistinto.
Noi tutti ricordiamo i manifesti da lei fatti mettere a piazzale Gramsci l’indomani della sua elezione a sindaco… “Viterbo, un’impresa possibile”, così come ci ricordiamo quanto scritto sul suo profilo Facebook “mi candido a sindaco di Viterbo, perché voglio costruire con voi una città giovane, dinamica e produttiva. E’ il momento di cambiare…”.
All’interno di queste due frasi, c’è racchiuso il suo programma politico illusorio, irrealizzato, mai iniziato. L’immobilismo della sua amministrazione e quella egoista caparbietà di conservazione delle poltrone hanno generato il degrado inesorabile della nostra Viterbo, che accoglie i “coraggiosi turisti” che visitano con tappeti di sporcizia e disorganizzazione, terra di pascolo di taluni incivili idioti che durante le loro scorribande notturne, contribuiscono a rendere ancora più triste e fatiscente lo scenario che alle prime luci dell’alba allieta i nostri sensi.
E concludo con l’eccellente arte visiva dell’assessora Ciambella… “guai a fermare questo treno in corsa”… Peccato che la sua visione è talmente limitata, che non si accorga che il treno sta deragliando travolgendo il centro storico, le periferie, le frazioni e l’intera economia di una città come Viterbo che non merita di essere governata da taluni personaggi politici.
Renzo Poleggi
Presidente de “ La Mia Tuscia” movimento politico indipendente
