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“Cassa integrazione, scudo importante contro la disoccupazione”

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Giancarlo Turchetti (Uil)

Giancarlo Turchetti (Uil) 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Oltre 630 milioni di ore di cassa integrazione. È questo il monte ore raggiunto complessivamente durante il 2015.

E’ ciò che emerge in base ai dati del servizio Politiche del lavoro e della formazione dell’Unione italiana del lavoro. Un dato che conferma come la cassa integrazione rimanga uno scudo importante per evitare il passaggio alla disoccupazione. Sono stati infatti 339 mila i lavoratori salvaguardati dalla Cassa Integrazione. E non può non preoccupare che gli ultimi interventi legislativi, Jobs Act innanzitutto, l’abbiano significativamente indebolita.

Con oltre 52 milioni di ore autorizzate a novembre (-18,8% rispetto al mese precedente), il monte ore raggiunto complessivamente negli 11 mesi del 2015 è di circa 635 milioni di ore di cassa integrazione (-34,1% rispetto allo stesso periodo del 2014).

Il dato è però fortemente condizionato dal consistente fermo amministrativo per le autorizzazioni della cassa integrazione ordinaria (come fa notare la stessa Inps) evidenziato dalla assenza di ore concesse in oltre 20 Provincie, e dal rallentamento, ormai strutturale, dell’uso della Cassa in deroga. In questo caso i motivi sono sia la scarsezza delle risorse a disposizione delle Regioni sia i vincoli, fortemente riduttivi, che hanno fissato il tetto massimo di utilizzo a 5 mesi.

“E’ per questo – sottolinea il Segretario Confederale Uil, Guglielmo Loy – che il nostro osservatorio ha monitorato con attenzione la Cassa Straordinaria, unico dato veritiero dal punto di vista socio-economico. La sostanziale tenuta del numero delle ore autorizzate (oltre 37 milioni e quarto mese dell’anno nella classifica) non può non preoccupare in quanto, per le caratteristiche di questo strumento di protezione sociale, sembra mantenersi alto il numero di imprese che sono costrette a dolorosi processi di ristrutturazione. In sostanza il sistema produttivo sembra un puzzle in cui convivono settori in (leggera) ripresa con altri in cui la crisi è ancora profonda”.

I dati di novembre consegnano una flessione di ore autorizzate sia nelle 3 macro aree (con la maggiore flessione nel Mezzogiorno -35,8%; seguito dal Centro -25,6%; Nord -8,5%) che nelle 3 gestioni (-51% Cig Ordinaria; -38,7% Cig Deroga; -0,2% Cig Straordinaria).

In valori assoluti, con le sue 37,7 milioni di ore richieste, il 72% delle ore di cassa integrazione, è la Cig Straordinaria ad assorbite circa i ¾ delle ore di cassa integrazione di novembre. Aumenti si registrano, viceversa, in 5 Regioni (Puglia, Sardegna, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto), nelle 2 Province Autonome di Bolzano e Trento ed in 41 Province (a Vercelli il maggior incremento). Variazioni congiunturali al ribasso in tutti i principali settori produttivi (la diminuzione più forte di ore autorizzate nel commercio con una contrazione del 40,7% di ore autorizzate). In valori assoluti permane l’industria il settore con il maggior numero di ore autorizzate (39,4 milioni di ore).

“Dal cumulo di ore richieste tra gennaio e novembre di quest’anno – commenta Loy – su un totale di circa 635 milioni di ore di cassa integrazione richieste dalle aziende, il 58,5% di ore è stato assorbito dalla cassa integrazione straordinaria. A questa segue la cassa integrazione ordinaria con oltre 172 milioni di ore, e la deroga con circa 91 milioni di ore. I tre tipi di intervento hanno subito una flessione rispetto allo stesso periodo del 2014: in misura maggiore la Cig in deroga con -55,4%, seguita dalla Cig Straordinaria (-29,4%) e dalla Cig Ordinaria (-26,1%). Omogeneo nelle 3 macro area il decremento di ore: 34%. In tutte le Regioni – conclude Guglielmo Loy – sono scese le ore di cassa integrazione richieste con l’unica eccezione della Provincia Autonoma di Trento in cui si è registrato il lievissimo aumento dello 0,1%”.

Giancarlo Turchetti
Segretario Generale della Uil Viterbo


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