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C’è la crisi perché non c’è un sindaco

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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini 

Viterbo – C’è la crisi perché non c’è un sindaco.

La profonda spaccatura che ha diviso il Pd e la coalizione che sostiene Michelini ha una sola causa. Il primo cittadino. Che non c’è.

C’è la crisi perché troppo spesso Michelini ha abdicato al suo ruolo a favore d’altri.

La crisi c’è perché in un’impresa ci si circonda di bravi collaboratori cui affidare compiti di responsabilità. Da imprenditore Michelini ha pensato di replicare lo stesso schema a palazzo dei Priori. Sbagliando.

C’è la crisi perché in comune ci sono compiti che spettano solo a al primo cittadino. La leadership i viterbesi l’hanno affidata a lui e a lui soltanto.

C’e la crisi perché troppo spesso il sindaco si è appoggiato alla sua vice. Lisetta Ciambella che a sua volta si appoggia, e non da ieri, a Giuseppe Fioroni.

C’è la crisi perché Michelini non è riuscito a smarcarsi, a segnare un confine invalicabile, all’interno del quale agire di propria iniziativa. Ascoltando tutti, ma agendo in proprio.

C’è la crisi perché troppo spesso accanto al sindaco non c’è stata l’assessora Ciambella, ma la vicesindaca Ciambella. Anche in occasioni pubbliche. Sminuendo la figura del primo cittadino.

C’è la crisi, ma sarebbe ingeneroso attribuirla a Lisetta Ciambella. La vice non ha fatto altro che coprire un vuoto che il sindaco non ha saputo colmare.

C’è la crisi perché in consiglio comunale Michelini non ha voluto imporre la propria volontà.

C’è la crisi perché troppo spesso il sindaco si è lasciato trascinare dagli eventi.

C’è la crisi, perché in Italia basta Renzi, a capo del Governo e di un partito.

C’è ancora una crisi perché, a un mese dalla rottura con i sette consiglieri Pd, il sindaco non è stato in grado di prendere un’iniziativa politica di nessuna natura.

C’è sempre la crisi, perché la sola cosa che il sindaco è stato in grado di fare è sperare che fossero altri a risolverla. Il Pd, Melilli, Guerini, l’usciere di palazzo dei Priori. Tutti, tranne lui.

C’è la crisi in comune perché, per dirla alla Taborri, Michelini è un’ottima persona e un bravo imprenditore, ma fare il sindaco non è proprio il suo mestiere.

C’è la crisi, perché come lo stesso primo cittadino ha ammesso all’assemblea Pd: “La colpa è anche mia”.

C’è la crisi. E se c’è, è perché Michelini non ha ancora capito che la colpa non è anche sua, ma solo sua.

C’è la crisi perché non c’è un sindaco.

Giuseppe Ferlicca


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