Viterbo – (g.f.) – Due ore e mezzo di riunione per fotografare una crisi lunga quaranta giorni.
La riunione a Roma con il vice segretario nazionale Guerini, quello regionale Melilli, e i viterbesi Ciambella, Serra, Egidi, Calcagnini è servita a far capire ai referenti del Partito democratico nella capitale quando la matassa sia intricata. Iniziata attorno alle 16.30 si è chiusa verso le 19.
Soluzioni non ne sono arrivate, se non l’impegno a convocare un altro incontro, coinvolgendo anche i parlamentari Pd del territorio.
Eventualmente l’incontro è servito a certificare l’immobilismo del sindaco, la totale assenza d’iniziativa politica da parte di Michelini, che resta col cerino in mano.
La palla passa a lui, anche la riunione romana si è conclusa non con il minimo sindacale immaginato dal sindaco. Semmai di meno.
Più che sollecitare una sua iniziativa politica, è stato registrata l’inerzia.
Si vedrà nelle prossime ore se qualcosa di clamoroso cambierà il quadro. Ma nell’incontro le posizioni sono rimaste immutate.
Nessuno è tornato sui propri passi, a cominciare dal capogruppo Francesco Serra. Così come dall’altra parte (del Pd), la stessa Lisetta Ciambella ha spiegato in un lungo intervento che il comune stia lavorando e non ci sono ragioni per cui dovrebbe cadere. Insomma. Niente di nuovo.


