Viterbo – Volete ucciderci. Non c’è altra spiegazione.
C’è stato un tempo in cui la Cimina era una groviera. Ora non più.
La strada, adesso, è rattoppata. Non semplicemente sistemata alla bell’e meglio con le buche riempite, che quando ci passi sopra fai l’inevitabile saltino o senti i pezzettini d’asfalto salirti su per le ruote. No, no: proprio riasfaltata nei punti giusti, come si deve e per interi tratti.
C’è solo un problema, ma non è trascurabile: la segnaletica orizzontale.
Sulla Cimina è indispensabile. Provateci voi della Provincia a percorrerla una di queste sere d’inverno, con la nebbia che si infittisce ogni minuto di più.
Fino a Poggio San Vito – prima delle cosiddette ‘controcurve’ in discesa, in direzione Ronciglione, per intenderci – tutto ok. Le lucine blu ai bordi della strada fanno ancora il loro sporco mestiere. Anche se più di qualcuna andrebbe sostituita… Magari con continuità, se vogliamo che continuino a funzionare.
Dopo, il nulla. Ci si ritrova di colpo nella terra di mezzo di qualche film fantasy. Tutto molto suggestivo, se non fosse che si può rischiare tranquillamente la vita su quella strada, di sera. La nebbia – quella nebbia ostinata, che ti costringe a viaggiare a 10km/h anche su una strada che conosci a memoria – sarebbe già sufficiente da sola a far ammazzare gli automobilisti di passaggio, ma chi ha la responsabilità delle nostre strade vuole strafare: l’asfaltatura nuova di zecca (si fa per dire: è già di diversi mesi, con tanto di segnale di pericolo temporanea mancanza di strisce… temporanea?) ha coperto interamente la striscia centrale e quelle laterali.
Sono solo pochi tratti, ma devastanti. Per chi guida, è come ritrovarsi a luci spente all’improvviso. E’ già difficile orientarsi tra quei banchi di foschia. Senza segnaletica orizzontale (quindi senza niente, nessuno straccio di aiuto, perché lì le lucine si interrompono) diventa impossibile. Quando arrivi in quei tratti, con quella nebbia impenetrabile, passi da una condizione di visibilità 1 a -10 nello spazio di un secondo. E’ come guidare bendati.
Chi conosce bene la strada sa che, con quella nebbia serale così fitta, c’è poco da fare. Solo mettersi l’anima in pace e affrontare quei 7-8 secondi di buio totale, quando arriverà all’altezza dei tratti riasfaltati dopo i tornanti e fino a prima di arrivare a Ronciglione. Chi conosce la strada la prende con la filosofia dell'”importante è finire”.
E chi non la conosce? Niente. Non lo sa e non se lo aspetta.
Si ritrova catapultato nel buio, senza alcun tipo di aiuto per orientarsi. Col rischio altissimo di invadere l’altra corsia, finire fuori strada, arrestare la sua marcia contro un albero.
Quindi, prima che ci scappa un morto o un ferito da far restare sulla vostra coscienza, che dite? La rifacciamo ‘sta segnaletica orizzontale dove manca? E gliela diamo una spennellata anche dove c’è, dal momento che si intravede appena?
Holly Golightly

