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“Città ostaggio di Michelini che non è libero di decidere”

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Claudio Ubertini

Claudio Ubertini 

Viterbo – (p.p.) – “Città ostaggio di Michelini che non è libero di decidere”.

A sentire Claudio Ubertini, il sindaco farebbe bene ad andare a casa. Subito. Anzi, per il capogruppo di Forza Italia, doveva averlo fatto già da tempo, visto il susseguirsi di brutte figure e la mancanza di autonomia del primo cittadino che gli impedirebbe di decide.

Liti infinite, stallo amministrativo e lotta per le poltrone a cui, per Ubertini, è ora di dire basta. Chiede dunque le dimissioni del sindaco, unico colpevole, nella infinita crisi di Palazzo dei priori.

“E’ una farsa – attacca Ubertini -. La città è ostaggio di Michelini e dei suoi consiglieri”.

Il 14 si riunisce la capigruppo. “L’hanno convocata in fretta e furia e, per il consiglio, bisognerà attendere la settimana successiva. Come si fa. L’ultimo è del 17 dicembre, dopodiché nulla, e poi ci vengono a dire che è l’opposizione a fare i danni. Se ci troviamo in queste condizioni, è grazie a Michelini, che non ha le capacità e la libertà di amministrare. Allora, si dimetta. Ne va della sua professionalità, visto che sta dando un’immagine pessima”.

Intanto ieri il sindaco ha incontrato a Roma i vertici regionali del Pd. “Non è normale che ciò avvenga, perché lui non appartiene a quel partito. Non è altro che la dimostrazione della sua mancanza di autonomia. Speriamo solo si arrivi a una soluzione rapida. Ce lo auguriamo per la città, visto che tutto è fermo”.

Troppo spesso, ormai, al Comune si pensa a risolvere i problemi tra i gruppi della maggioranza che quelli del capoluogo. “E’ un mese che è stato cacciato un assessore, Vannini, e non si hanno più notizie su un settore importante come quello dei rifiuti. Da settimane, poi, chiediamo la convocazione della quinta commissione per sapere a che punto siamo con l’interdittiva anti-mafia. Silenzio. Spero solo che ci liberino presto dal sindaco”.

Per Ubertini, infatti, le colpe sono tutte del primo cittadino. “Non ci sono altri colpevoli. E’ lui che è stato scelto dai cittadini perché facesse il sindaco e sono tre anni che ancora non ci è riuscito. E allora – conclude – si dimetta”.

 


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