Viterbo – (g.f.) – Comune chiuso per crisi.
Altro che priva di conseguenze. La situazione politica in comune sta condizionando e non poco l’attività a palazzo dei Priori e di conseguenza in città.
Sindaco Michelini e quel che resta della giunta provano ad andare avanti, ma con quei sette consiglieri Pd che hanno voltato le spalle alla maggioranza, prima o poi dovranno farci i conti. Anzi. Già li stanno facendo.
Perché l’attività è paralizzata. A cominciare da quella nelle commissioni. La minoranza ha chiesto che tornino a riunirsi. Argomenti non ne mancano, a mancare però sono le condizioni politiche.
Tanto che la presidente della prima commissione, Melissa Mongiardo, ha risposto suo malgrado picche ai colleghi d’opposizione.
“Facendo seguito alla richiesta di convocazione urgente di tutte le commissioni – scrive Mongiardo (Pd) – mi duole comunicarvi che a fronte della crisi politica che investe l’amministrazione e di cui non si conoscono gli esiti, a oggi non ravvedo le condizioni politiche per procedere alla convocazione della prima commissione”. Amen.
Tutti drammaticamente chiaro per Luigi Maria Buzzi (FdI).
“Oltre ai lavori di consiglio – spiega Buzzi – si bloccano anche tutte le commissioni. Ogni atto amministrativo rimane impantanato in una situazione che ormai ha raggiunto i più alti livelli della peggiore politica”.
Mentre tutto tace. “Almeno dalla presidente Mongiardo abbiamo ricevuto una risposta alla nostra legittima e prevista da regolamento, richiesta di convocazione delle commissioni.
Per le altre tutto tace”.
Per Buzzi è arrivato il momento che a tacere sia l’intera esperienza amministrativa targata Michelini. In modo definitivo.
“Tutta questa situazione – conclude Buzzi – non fa altro che perorare la causa di chiudere il prima possibile questa brutta esperienza di cattiva amministrazione.
L’unico che non sembra essersene accorto è il sindaco. Nulla di strano. Più volte ha dimostrato di non accorgersi d’altri importanti avvenimenti accaduti in città”.
