Viterbo – “Crisi per edilizia, commercio e agricoltura. Il 2016 non sarà l’anno della ripresa”. Il bilancio del 2015 tracciato da Giancarlo Turchetti.
Per il segretario provinciale della Uil, tutto è fermo. Edilizia, commercio e agricoltura. Preoccupano anche la cassa integrazione e il polo industriale di Civita Castellana.
Per Turchetti si deve invertire la marcia, partendo dal turismo e dalla Orte-Civitavecchia. “Ma con amministrazioni che pensano solo ai propri interessi e a litigare continuamente – dice –, neanche il 2016 sarà l’anno della ripresa”.
Un bilancio dell’anno che si è appena concluso.
“È stato un 2015 brutto, senza quella ripresa auspicata. Nella Tuscia, in particolare, c’è stata una profonda crisi: dalla cassa integrazione alla mobilità. Purtroppo questo è un territorio lasciato a se stesso, non preso in considerazione a livello nazionale. Non c’è la forza politica di renderlo appetibile. Il rammarico è che, in realtà, il Viterbese sarebbe già appetibile di per sé. Nessun’altra provincia italiana ha due lidi, due splendidi laghi, montagne e colline. E’ difficilissimo, se non impossibile trovare un territorio così completo. Ma purtroppo, senza prospettive di sviluppo, anche il 2016 sarà un anno triste”.
Quali sono i settori in maggiore difficoltà?
“Edilizia, commercio e agricoltura. Nella Tuscia, l’edilizia è crollata e il commercio è in grossa difficoltà. Non è andata bene nemmeno all’agricoltura, nonostante questo sia un territorio quasi esclusivamente a base agricola. Si soffre pesantemente la mancanza del settore industriale. L’unico polo industriale è quello di Civita Castellana, ma anche lì manufatto e produzione sono in profonda crisi”.
La politica come sta gestendo la situazione?
“Da una trentina d’anni, le amministrazioni locali non riesco a far sbocciare il Viterbese perché non fanno altro che guardare ai propri interessi. L’uscita dalla crisi dipende soprattutto dalla volontà e dalla forza politica di proporre cose importanti per il territorio, ma non è mai stato fatto. La ferrovia e l’autostrada del Sole, ad esempio, dovevano passare per Viterbo ma sono state spostate a Orte. La Trasversale non si riesce a finire. Perché? Spero in una classe politica che voglia veramente bene alla Tuscia e che faccia qualcosa per la comunità e non per pochi scopi personali”.
La ripresa è ancora lontana quindi?
“Attualmente non la vedo all’orizzonte, e non credo ci possa essere nel 2016. Soprattutto con l’amministrazione Michelini, che non fa altro che litigare continuamente. Mi auguro che quest’amministrazione comunale inizi presto a lavorare e a pensare al territorio, anche perché non ci sono le condizioni economiche per andare alle elezioni”.
Da cosa bisogna ripartire?
“Dal turismo. E’ il nostro futuro e può essere un volano eccezionale per la ripresa economica del territorio. Le bellezze di Viterbo e della sua provincia sono incredibili. Dal quartiere medievale agli etruschi, da Civita di Bagnoregio a Norchia. Abbiamo una cultura e una storia seconda solo a quella di Roma. Si deve ripartire soprattutto da quella ricchezza e risorsa fondamentale che sono le terme. Ma come ha fortemente richiesto la Regione, è necessario fare prima un piano regolatore per lo sfruttamento delle acque. Le sorgenti sono tantissime e creare più strutture termali, invece che averne una sola, porterebbe anche sviluppo e occupazione”.
È sufficiente puntare solo sul turismo?
“Assolutamente no. Da anni auspico che si investa anche sulle infrastrutture, partendo dalla più necessaria: la Orte-Civitavecchia. È lì da quarant’anni, ne parlano tutti ma non si vede mai la fine. La Trasversale è un’opera strategica. Va portata al termine il prima possibile per poter rilanciare il territorio, altrimenti rimane isolato. Con la Orte-Civitavecchia la Tuscia potrebbe sfruttare il porto di Civitavecchia, che è di fondamentale importanza nella croceristica e merceologia.
È infatti il primo porto di croceristi nel Mediterraneo e sta crescendo anche dal punto di vista merceologico. La Fiat, ad esempio, ne ha fatto una base di appoggio per lo smistamento delle nuove macchine che produce. Ora partono tutte da lì. Questo traffico di merci è importanti. E una via di collegamento veloce è fondamentale. Soprattutto ora che l’interporto di Orte sta ultimando la ferrovia che collega direttamente a Mestre. Così, i collegamenti ferroviari uniti a quelli su gomma potrebbero creare un beneficio non indifferente a tutto il sistema economico del Viterbese”.
L’augurio del segretario della Uil per il 2016.
“Stranamente, lo rivolgo alla classe politica. Spero che in questo nuovo anno si preoccupi del territorio e dei bisogni dei cittadini. Dall’estrema destra all’estrema sinistra, tutti si devono impegnare per il benessere della Tuscia, che ne ha tanto bisogno”.
Raffaele Strocchia
