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La crisi e la variabile cimina…

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Enrico Panunzi

Enrico Panunzi 

Alessandra Troncarelli ed Enrico Panunzi

Alessandra Troncarelli ed Enrico Panunzi 

Viterbo – (g.f.) – Crisi in comune e la variabile cimina. La maggioranza in comune è crollata e al momento, nonostante gli sforzi del Pd regionale, nessuno ha idea su come ricomporre le macerie.

Non è bastato nemmeno l’incontro a Roma fra il segretario Fabio Melilli e il sindaco Leonardo Michelini. Si spera in maggiore fortuna da quelli con i referenti locali del partito, Andrea Egidi e Stefano Calcagnini.

I sette consiglieri Democratici non fanno passi indietro e nemmeno in avanti, così come il primo cittadino. Che resta al suo posto.

Le posizioni sono chiare. Tutti nel centrosinistra si sono espressi. Tutti o quasi.

Chi finora è rimasto ai margini del dibattito è il consigliere regionale Pd Enrico Panunzi. Uno di quelli che Melilli ascolterà la prossima settimana.

A lui fanno riferimento un’assessora (Alessandra Troncarelli) e almeno un paio di consiglieri comunali fra i sette in fase di rottura, sulla linea del capogruppo Francesco Serra.

E se chiuse le consultazioni, dal partito regionale dovesse arrivare l’input benedetto pure dal nazionale, di risolvere la crisi costi quel che costi, causa forza maggiore?

Che succederebbe? La variabile cimina potrebbe avere un ruolo tutt’altro che secondario.

Panunzi potrebbe optare per una linea più morbida. La voce circola. Una fra le tante.

Di certo, tanto il livello nazionale quanto quello regionale del Pd spingeranno per una soluzione della crisi. Le ragioni se ne possono trovare mille: a primavera si vota a Roma, si consegnerebbe la città a Grillo o di nuovo alla destra.

Quindi Michelini dovrebbe giurare imparzialità e impegno amministrativo e qualche assestamento politico. Cominciando dalla giunta.

Via gli assessori esterni area Pd. Fuori Sonia Perà e Antonio Delli Iaconi. Uno dei due magari sostituito da Melissa Mongiardo, vicina a Sposetti. Al senatore non dispiacerebbe.

Una mossa che indebolirebbe Serra. Solo un’ipotesi. Ma se dal Pd regionale dovesse essere questa l’indicazione, chi dei sette consiglieri fra Serra, Mongiardo, Troili, Volpi, Frittelli, Quintarelli, Cappetti, continuerebbe a spingere per il tutti a casa e chi invece, farebbe un gesto di “responsabilità”?

Finora si sono fatte solo chiacchiere, ma l’interruttore non lo ha staccato ancora nessuno.

Quanti arriverebbero sul serio alla sfiducia e quanti preferirebbero una soluzione per il “bene” di Viterbo? Difficile dirlo, ma è chiaro che molto passerà dai Cimini. Non oggi, nemmeno domani. Dopodomani, chissà…


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