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“La crisi l’ha aperta il sindaco, non il Pd”

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Pd - Il segretario provinciale Andrea Egidi con Melilli

Pd – Il segretario provinciale Andrea Egidi con Melilli 

Viterbo – Sulla possibile soluzione della crisi in comune non si sbilancia, ma reputa curioso che sia addossata al Pd, quando nasce dall’ennesimo rimpasto voluto dal sindaco. In un Pd in movimento, fra i problemi a palazzo dei Priori e gli impegni elettorali di primavera in 21 comuni, il segretario provinciale Andrea Egidi prova a fare il punto.

Un incontro di segreteria è servito a gettare le basi di un ragionamento politico che diventerà un documento da inviare a coordinatori e direzione del partito. Base di discussione della prossima direzione provinciale. Crisi, Moderati, prossime elezioni comunali, alleanze. Argomenti non ne mancano.

Dalla segreteria provinciale sono emersi elementi nuovi rispetto alla crisi in comune?
“La riunione è servita a informare sulla vicenda nel suo insieme e a confermare sostanzialmente le posizioni già esposte – dice Andrea Egidi – cioè che si rispetta la discussione e le scelte effettuate dal gruppo consiliare del Pd e che quelle posizioni sono drammaticamente serie”.

Vede qualche spiraglio per arrivare a una soluzione dopo la serie d’incontri che ci sono stati?
“Non so, leggo molte cose singolari. È incomprensibile sostenere che la crisi dipenda dal Pd quando di fatto si è aperta grazie all’ennesimo rimpasto promosso dal sindaco ed è sorprendente apprendere che l’eventuale soluzione possa arrivare da altri. Da questo punto di vista, scaricare le responsabilità sul gruppo dirigente regionale del Pd dicendo che tanto c’è Melilli che ci pensa, non lo ritengo corretto ne tanto meno politicamente elegante”.

Va trovata una via condivisa, altrimenti Michelini ha già detto che si va tutti a casa. Esistono le condizioni?
“Lo ripeto, il sindaco faccia il sindaco, se ritiene che quelle condizioni possano essere ricostruite faccia lui”.

Visto tutto quello che è successo dopo la costituzione ufficiale, di Moderati e Riformisti ce n’era proprio bisogno?
“Credo sia chiaro il senso politico di quest’operazione che pesca tra chi qualche decennio fa ha svolto una funzione politica in molti centri della Tuscia. Siamo di fronte a settori di ceto politico, per gran parte provenienti dalla Dc, che negli ultimi dieci anni sono stati impegnati nei diversi partiti figli di quella esperienza, penso all’Udeur di Mastella, all’Udc di Casini e a quanto vedo anche a Forza Italia. Un mondo non riconducibile alla società civile, che nella scomposizione della destra è in cerca di una nuova casa. Non so però quanto un esperimento tutto locale possa farli sentire pienamente soddisfatti, questo perché la politica non vive solo di nostalgia e di assetti di potere, almeno per me”.

Benedetta da Fioroni, ci sono il sindaco Michelini, il vice sindaco Ciambella, consiglieri e assessori. Un’associazione o un nuovo partito?
“E’ un movimento politico distinto dal Pd e in quanto tale, ovviamente, anche in competizione con il Pd e con altre forze, per la natura stessa delle cose e per la dinamica che esiste nel sistema politico. Ogni soggetto cerca voti per sé, e noi cerchiamo voti per il Pd, sia chiaro. Ma lo ripeto, la notte dormo tranquillo perché ritengo che queste esperienze non stando dentro un processo politico complessivo avranno vita difficile e perché non basta il semplice richiamo ad un fantomatico quanto inesistente Partito della Nazione”.

Solo con la sinistra non si vince, dice Fioroni. Cosa ne pensa?
“Non mi pare un’intuizione da premio Nobel, e comunque se vuole, possiamo anche fare il contrario. Senza la sinistra riformista, senza il bagaglio del Pse, il Pd perde”.

Essere del Pd e far parte di un’associazione che punta ad avere un ruolo alle elezioni, prime fra tutte le prossime amministrative. Pure a Viterbo, in caso di ritorno anticipato alle urne. Non c’è conflitto d’interesse?
“Trovo curioso che dirigenti del Pd lavorino alla costruzione di altri contenitori, io lavoro per migliorare il Pd e per rafforzarlo nel pieno di una sfida epocale come quella messa in atto dal governo Renzi. Non sta a me spiegare il senso di certe operazioni, chi lo fa lo spiegherà prima ancora che a me agli elettori del Pd, perché è a loro che dobbiamo guardare, non a Egidi.

Interlocutori di Moderati e Riformisti sono il Pd e il centrosinistra. Alle comunali può funzionare?
“Noi siamo impegnati per costruire una larga alleanza di centro sinistra, salvaguardando le esperienze esistenti e il rapporto nelle tantissime liste civiche che nei comuni ci hanno permesso di vincere e di governare. Siamo disposti a ragionare con tutti quei soggetti che non abbiano vergogna a definirsi di centrosinistra e che vogliano praticare politiche di centro sinistra. Certo, essendo il Pd, mettiamo qualche puntino…”.

Quale?

“Non si gioca con la destra, si rispetta il territorio, non ci si spartisce nulla in tavoli provinciali con dinamiche da centro sinistra stile Unione, si valorizzano le liste civiche che per anni ci hanno permesso di governare, ma soprattutto si guarda all’innovazione politica. Anche su questo aspetto non dobbiamo dimostrare nulla, basta guardare i nostri sindaci nella Tuscia”.

Il numero zero di Moderati e Riformisti c’è stato alle provinciali. Mazzola ha vinto, ma la convivenza col Pd non è stata semplice. Cambierà qualcosa?
“Noi rispettiamo tutti, se tutti rispettano noi si potrà condividere qualcosa. Certo se qualcuno immagina di scegliersi gli interlocutori nel Pd, tutto si complica. Oggi gli interlocutori ci sono, a partire dal sottoscritto ovviamente”.

Fioroni evoca il Partito della Nazione, anche lei si augura che Renzi lo tenga a battesimo?
“Non sono abituato a discutere di cose che non esistono e il Partito della Nazione è tra quelle, quindi non le faccio perdere tempo”.

Da Paolo Moricoli che fu di sinistra a Filippo Rossi che è di destra. Al Pd serve questo minestrone politico per vincere?
“A me la verdura piace poco e comunque, il Pd negli anni passati ha saputo dimostrare che quando innova e parla alla società il linguaggio della serietà, della coerenza, del pragmatismo proprio di una forza di governo, cambia in meglio la vita dei cittadini. Guardi all’ultimo esempio dell’anno scorso a Blera ad esempio, si faccia una chiacchierata con la giovane Elena Tolomei. Noi privilegiamo cose di questa natura”.

Come vi state organizzando in vista delle amministrative 2016?

“Da mesi stiamo monitorando le 21 realtà sul territorio, abbiamo fatto una prima segreteria provinciale e un’assemblea con Valentina Parsi sui contenuti della Legge di stabilità. C’è tempo, visto che si vota a giugno, ma noi vogliamo arrivarci in modo ordinato e positivo e convocheremo a fine gennaio una direzione provinciale che guarda in questa direzione”.

Giuseppe Ferlicca


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