Viterbo – (g.f.) – “Possono fare quello che vogliono, io decido da solo”. Crisi in comune, Arduino Troili ha le idee chiare.
Mentre a Roma la convocazione di parlamentari e consiglieri Pd ancora non è stata fissata, la vera partita si gioca a Viterbo.
Occhi puntati sui sette consiglieri Pd che hanno voltato le spalle a Michelini.
Capire cosa faranno nel caso in cui dal Partito democratico nazionale dovesse arrivare l’ordine di non far cadere l’amministrazione, è arduo.
Tra i pochi che sanno come muoversi c’è Troili. “Io non faccio riferimento a nessuno – dice Troili – se non a un rapporto d’amicizia che mi lega a Francesco Serra. Possono decidere quello che vogliono, io decido da solo”.
A prescindere dalla scelta romana. “In ogni caso – precisa Troili – voglio capire e poi agire di conseguenza.
Non vorrei che a Roma stessero preparando un bel biscotto. A me non importa, se non mi piace non lo mangio”.
Troili vede complicato un recupero con relativo salvataggio dell’amministrazione Michelini. “Per me siamo al capolinea – continua Troili – è come un animale che è stato colpito. Magari il colpo non sarà stato assestato in modo letale, ma le frecce erano avvelenate. E faranno il loro effetto”.
Antidoto non disponibile. “Mi risulta – scherza Troili – che abbiano contattato pure santa Rita da Cascia, la santa dei miracoli impossibili.
A quanto pare ha risposto che ha cose più importanti di cui occuparsi…”.
