Viterbo – Doppia richiesta di rinvio a giudizio nell’indagine sul dossieraggio a Francesco Battistoni.
Il pm Massimiliano Siddi vuole a processo Franco Fiorito, l’uomo dello scandalo per le spese pazze del gruppo regionale Pdl, e il giornalista viterbese Paolo Gianlorenzo.
Per la procura di Viterbo c’è la loro mano dietro la divulgazione del dossier di fatture false creato ad arte nel 2012 per screditare Francesco Battistoni, oggi vicecoordinatore regionale di Forza Italia e all’epoca successore di Fiorito alla guida del gruppo regionale Pdl.
Gli inquirenti scoprirono che era tutto fango: gli importi delle fatture erano stati appositamente gonfiati per far passare Battistoni come ‘scialacquatore’ del tesoretto del gruppo Pdl, con una fattura su un weekend in albergo a Torino in camera doppia per il Salone del gusto, insinuante un’inesistente relazione tra Battistoni e la sua ex segretaria Erica Antonelli. Entrambi si sono costituiti parte civile, insieme alla società di comunicazione Majakovskji, che curò la campagna elettorale di Battistoni, e al ristorante Pepenero, dove sarebbero state svolte alcune cene sempre a fini elettorali.
Solo Fiorito, anche noto come “Er Batman”, risponde di falso per aver materialmente realizzato il dossier, pompando le cifre sulle fatture; a suo carico c’è anche la calunnia a Vincenzo Piso, all’epoca coordinatore regionale Pdl: Fiorito insinuava che il dossier provenisse da lui. A Gianlorenzo, invece, è contestata unicamente la diffamazione a Battistoni (in concorso con Fiorito), pubblicando le finte fatture.
Ruoli diversi per un “nemico” comune: Francesco Battistoni. Bersaglio abituale degli articoli di Gianlorenzo, l’ex capogruppo Pdl era anche l’iniziatore dell’affaire Fiorito: quando gli succedette come capogruppo regionale, scoprì una serie di ammanchi sui conti del gruppo. Fu l’inizio di una bufera politica che portò alle indagini su Fiorito (terminate con la condanna per peculato a 3 anni e 4 mesi) e alla scoperta di quel milione di euro dei contribuenti finito in gran parte sui conti der “Batman”. Fiorito si difese attaccando. E, per la procura, attaccò anche Battistoni tramite quel plico di fatture false che fece il giro dei media nazionali.
Gianlorenzo, ieri mattina, in aula, ha puntualizzato di aver semplicemente pubblicato le fatture ricevute da Fiorito, non essendo stato né il primo né l’unico giornalista a farlo. Per il suo avvocato Franco Taurchini “si è limitato a ricevere notizie e pubblicarle, non avendo nessun motivo per ritenere che si trattasse di materiale non autentico”.
L’accusa di falso è comunque destinata a cadere con la nuova legge che depenalizzerà il reato.
Alla prossima udienza parlerà l’avvocato di Fiorito, Carlo Taormina. Poi la decisione del gup Stefano Pepe sul rinvio a giudizio.

