Viterbo – (g.f.) – “Non è una mozione di sfiducia”.
Francesco Serra lo sa. Sul documento presentato alla riunione dei capigruppo, quello in cui i sette consiglieri Pd formalizzano l’addio a Michelini, l’esponente Pd prova a fare chiarezza e ricorda che in consiglio, lui e gli altri sei colleghi Pd non ci tornano.
Anche se preferirebbe non parlare. Della situazione in comune si è detto tanto. Anche troppo.
“Sono andato alla conferenza dei capigruppo – ricorda Serra – e siccome una copia con tutte le firme l’abbiamo consegnata al sindaco e poi è anche uscita sulla stampa, mi è sembrato corretto darne una ai colleghi, visto che la capigruppo è un organo dove tutto il consiglio comunale è rappresentato. Ne ho portata una copia, ne sono state fatte fotocopie”.
L’intenzione non era di presentare la lettera come mozione di sfiducia. “Assolutamente no – continua Serra – lo so che servono 13 firme.
Non chi lo possa avere immaginato, a me in quell’occasione non è manco passato per la mente. L’ho pure ribadito per iscritto al presidente del consiglio Ciorba. Un’ovvietà”.
Nel frattempo Gianmaria Santucci (Fondazione) a nome di tutta l’opposizione tende la mano ai sette consiglieri Pd. Se vogliono far terminare l’amministrazione Michelini non hanno che da chiedere. Dimissioni di massa o sfiducia. I numeri ci sono.
“Ho letto le dichiarazioni – continua Serra – valuteremo questa cosa, ma lo ripeto, quella presentata in capigruppo non era una mozione di sfiducia”.
Leonardo Michelini va avanti, noncurante della situazione. Anzi, diffondendo trionfalistiche note in cui ribadisce che sta lavorando per la città.
Serra preferirebbe non commentare. Poi qualcosa la dice. “Se vuole perseverare, lo faccia pure. Mi sembra che stia dando giustificazioni. Se secondo lui è tutto normale, vada avanti. Assurdo che come sindaco stia aspettando le valutazioni di un segretario regionale di partito. Dovrebbe prendere l’iniziativa”.
Ci sono occasioni irripetibili, ha fatto sapere Michelini, che non possono andare perse, a partire dal Giubileo. “Mi pare che ne stiamo parlando da un anno e mi pare pure che non sia stato fatto nulla.
Non vuole prendere atto che ci sono sette consiglieri di maggioranza che gli hanno detto basta, è solo una forma di logoramento che nuoce a tutti”.
Se non si risolve in qualche modo, si arriverà in consiglio comunale. A quel punto lo scenario potrebbe essere surreale.
“Noi non ci saremo e si accorgerà che la maggioranza ce l’ha il centrodestra e non lui”.
