Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblico – Scarnati novello Meo Patacca de noialtri.
Per chi non ne avesse conoscenza Meo Patacca era un popolano romano bravo con le armi, che avuta notizia dell’assedio di Vienna, decise di organizzare una spedizione in aiuto della città, ma prima della partenza giunse la notizia che Vienna si era liberata dell’assedio ed il denaro raccolto veniva così usato per organizzare i festeggiamenti.
Il paragone ci pare appropriato in quanto a Fabrica di Roma si portano in bilancio, di lustro in lustro, milioni di euro che a quanto pare non si posseggono (vedi vicenda della vendita della Farmacia mai incassata e ora la storia dell’Ici 2010), forse perché, e non ci stancheremo mai di dirlo, si spende molto allegramente in una serie di cose che non hanno nulla a che fare con le priorità necessarie ad un paese di quasi 10.000 abitanti.
Ci pare appropriato perché i soldi delle tasse dei fabrichesi vengono spese in giardini, giardinetti, feste, festeggiamenti, sagre, sagrette, fontane di fuoco, nani e ballerine, il tutto mentre la città di Fabrica è assediata da almeno un trentennio da un sonno asfittico e malefico che ne impedisce la crescita economica e civile attraverso le vera priorità che sono le scuole con palestre e mense per avere attività extrascolastiche che permettano ai ragazzi fabrichesi di confrontarsi alla pari col resto del mondo, palestre in tutti i plessi scolastici, asilo nido comunale per tutte le donne che lavorano e che non possono contare su una rete familiare di affido, acquedotti e reti fognarie con depuratori degni di un paese civile quale ancora non siamo e molte altre cose, che non ci stancheremo mai di ripetere.
Abbiamo letto il comunicato stampa del sindaco sulla questione Ici e ci pare assai bizzarra la versione che ha dato della richiesta alla quasi totalità dei cittadini (non alcuni come lui sostiene), di far esibire il pagamento dell’ici del 2010 per poter stanare gli evasori.
Ci pare bizzarra per il semplice fatto che nel 2016 i comuni, e più precisamente gli uffici tecnici, posseggono metodi precisi per identificare chi evade una tassa, non certamente le visure catastali sulla totalità dei residenti, metodo questo che serve solo a far perdere denaro all’Ente e tempo e denaro ai cittadini.
I fabrichesi, che nella stragrande maggioranza dei casi sono in regola coi pagamenti, sono persone che devono prendersi giorni di permesso dal lavoro per conferire con gli impiegati comunali, oppure devono perdere ore al telefono per parlare con i dipendenti Sap.
Attenzione quindi cari concittadini, se il metodo per stanare gli evasori è questo, cominciamo a tenere a portata di mano le ricevute di pagamento di tutte le altre tasse comunali perché poche ore prima che cadano in prescrizione ci verranno richieste di nuovo visto che non è la prima volta.
Una ulteriore notizia che ci viene fornita direttamente dal novello Meo Patacca ed è quella che, nel caso “Chi non dovesse ritrovarle potra’ farlo presente all’ufficio tributi del comune per concordare una soluzione” testuali parole.
Ci piacerebbe molto sapere quali sarebbero le soluzioni alle quali si è pensato nel caso in cui i cittadini non trovassero le ricevute di pagamento.
Nella Repubblica italiana funziona che chi non esibisce una ricevuta richiesta, nel caso abbia gia pagato debba pagare di nuovo.
A Fabrica cosa si concorda? Vogliamo sperare si possano concordare solo le rateizzazioni dei pagamenti.
E soprattutto, ci sono dei criteri che stabiliscono chi può concordare cosa e come? Ci piacerebbe saperlo, cosi come ci piacerebbe vivere in un paese normale dove non si cerca di fare cassa chiedendo più di quanto dovuto.
Ci piacerebbe saperlo, magari prima della liberazione della città di Vienna e dell’organizzazione dei prossimi festeggiamenti.
Ornella Angeletti – Gian Carlo Piergentili
Consiglieri comunali gruppo Pd Fabrica di Roma
