Viterbo – (p.p.) – “L’amministrazione gioisce per un mutuo”.
Giulio Marini (FI) parla di una “non soluzione” per l’ampliamento del cimitero di Grotte Santo Stefano. Un progetto che, per il consigliere di Forza Italia, poteva essere concluso da un pezzo e che invece l’attuale amministrazione ha trascinato nel tempo.
“Siamo di gran lunga oltre le tempistiche che la mia amministrazione aveva dato col project financing – precisa Marini -. Loro hanno fermato un procedimento già avviato, assumendosi anche delle responsabilità. Se fosse andato in porto, infatti, il cimitero sarebbe già terminato.
Stanno in ritardo di almeno due anni. Oltretutto, oggi stiamo esultando per la concessione del mutuo della cassa Depositi e prestiti, quando manca ancora la parte delle procedure di gara che porteranno all’appalto. E’ solo campagna elettorale. Un’operazione, che ancora non è ben definita visto che i lavori non ci sono, ma che, nel contesto di una crisi che ormai va avanti ormai da un mese e mezzo, dà l’impressione di essere una nota positiva”.
L’importo del mutuo, come ha fatto sapere l’assessore Ricci, corrisponde a circa 372mila euro, ossia la somma necessaria per provvedere al primo lotto sul lato sud.
Abbandonare la via del project financing, per l’ex sindaco, è stato uno sbaglio. “Ad aprile 2013 – continua Marini – la mia amministrazione ha optato per il project come strumento alternativo di investimento per non sforare il patto di stabilità, visto che non c’erano i soldi. Loro hanno bloccato questa iniziativa, intraprendendone un’altra. Nel frattempo, sono passati due anni, il quadro amministrativo-contabile è cambiato e l’ampliamento è stato rimandato.
Non hanno risolto nulla perché la soluzione c’era già, ma loro hanno voluto modificarla. Se avessero continuato sulla strada del project coi privati che, a fronte della gestione dei cimiteri, avevano proposto di farsi carico dell’ampliamento, i soldi che ora spenderanno per il cimitero, li avrebbero spesi per altri progetti. Non sarà così”.
A lavori ultimati ci dovrebbero essere 200 posti in più rispetto a oggi. Elpidio Micci (gruppo misto) non è convinto.
“Sono rimasto sbalordito dell’entusiasmo dell’assessore Ricci – dice Micci -. Sono sicuro che ci avrà messo tutta la buona volontà, ma il problema sull’ampliamento, lo ha creato questa amministrazione che, quando si è insediata, ha ritirato il project financing, ritenendo di poter fare il progetto con le risorse del Comune. Hanno trovato questa soluzione che di fatto non lo è. Infatti, mentre prima l’ampliamento prevedeva posti per i prossimi venti anni, ora non sarà così.
L’assessore Ricci sa che ci sono circa 300 domande protocollate a fronte di 200 posti. Mi chiedo come faranno ad accontentare tutti, visto che, di fatto, 100 persone resteranno fuori. I lavori, poi, seguendo le procedure, inizieranno a giugno per finire non si sa quando.
Appena si sono insediati, l’allora assessore Saraconi aveva detto che il project era l’unica strada da intraprendere per l’ampliamento, visto che non c’erano soldi. La maggioranza, su questa questione, si era spaccata e, alla fine, nonostante la gara d’appalto è stata prorogata per due volte, l’hanno poi ritirata a quattro giorni dalla scadenza. Uno scandalo, visto che chi ha presentato il project, ora, ha chiesto danni all’amministrazione. Non mi interessa il modo, ma solo che l’ampliamento si faccia. Capisco che con la crisi che c’è in comune, si è aperta la campagna elettorale, ma l’assessore Ricci poteva evitare di fare questo clamore”.
Da qui l’augurio del consigliere Micci. “Spero che la politica degli annunci si trasformi in fatti concreti. Non come è successo per la frana nella frazione di Roccalvecce. Ricci, a ottobre, in consiglio, mi aveva detto che avrebbero affidato i lavori. Il 5 febbraio sarà un anno e tutto è ancora in mezzo alla strada”.

