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“L’arbitro migliore è quello che rimane sé stesso”

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Viterbo - La consegna della targa a DamatoViterbo - La consegna della targa a Damato

Viterbo – La consegna della targa a Damato

Damato commenta i filmati delle gare

Damato commenta i filmati delle gare

Da sinistra Gasbarri, Damato e Carbonari

Da sinistra Gasbarri, Damato e Carbonari

Damato riceve il libro con la storia della sezione Aia di Viterbo

Damato riceve il libro con la storia della sezione Aia di Viterbo

Damato in un momento della lezione

Damato in un momento della lezione

Da sinistra Gasbarri, Damato e Carbonari

Da sinistra Gasbarri, Damato e Carbonari

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Sono diventato arbitro a 16 per curiosità. Ero attratto dal calcio e quando entrai a far parte della grande famiglia dell’Aia mi sentii subito a mio agio.”

Con queste semplici parole, ieri sera, lunedì 11 gennaio a San Martino al Cimino, l’arbitro internazionale Antonio Damato ha iniziato il suo incontro con i fischietti della sezione viterbese dell’associazione italiana arbitri.

Dopo il saluto del presidente Luigi Gasbarri, il direttore di gara pugliese ha tenuto una vera e propria lezione, con la visione e il commento di filmati che riguardavano episodi di partite da lui arbitrate. Con serenità e grande capacità di autocritica, ha spiegato alla platea le decisioni prese.

“Noi arbitri – ha esordito Damato – abbiamo una capacità di sintesi e di decisione superiore alla media. Ma queste caratteristiche vanno allenate, giorno per giorno, tenendo presente che in campo siamo da soli a prendere le decisioni. Inoltre, occorre fare tesoro degli errori commessi, capire i propri limiti, accettare i consigli e fare autocritica a fine gara.

È importante lavorare sodo – ha proseguito l’arbitro internazionale – preparare la partita studiando le tattiche delle squadre e allenarsi bene. Durante l’incontro percepire il tono agonistico della gara. Ogni volta che arbitriamo c’è un miglioramento tecnico, ma cresciamo anche sotto l’aspetto umano.

L’arbitro migliore è quello che è sé stesso, non imita ma è naturale nei comportamenti. Dobbiamo essere arbitri anche fuori dal campo. Ponetevi degli obiettivi e impegnatevi a fondo – ha concluso Damato – anche nella vita, sul posto di lavoro o nello studio, affrontate tutti gli impegni con serenità, ma coscienti di dare sempre il massimo.”

Al termine, il componente del Comitato Nazionale dell’Aia, Umberto Carbonari, ha ringraziato l’illustre collega e ha sottolineato che l’associazione italiana arbitri è un grande sodalizio che forma e fa crescere i propri iscritti.

Il presidente della sezione Aia di Viterbo, Luigi Gasbarri, ha consegnato a Damato un quadro con un’immagine del palazzo papale di Viterbo.

Aia, associazione italiana arbitri, sezione di Viterbo


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