Viterbo – Ma da dove arriva tanta arroganza? Tanta spocchia?
La dottoressa Lisetta Ciambella, già segretaria a livello locale di Giuseppe Fioroni e funzionaria della Regione, perché vuole a tutti i costi abbattere la giunta Michelini?
La scena politica viterbese sembra soffrire di allucinazioni continue. E va detto che vien voglia ogni giorno di più di difendere il povero Michelini. La sua giunta, fortemente voluta dall’ex ministro Giuseppe Fioroni, viene infatti bersagliata quotidianamente, non dall’opposizione di centrodestra, che ha tra l’altro pochissima credibilità, ma dai suoi stessi assessori. Bersagliata con le strategie adottate.
L’accanimento terapeutico della dottoressa Lisetta Ciambella è addirittura impressionante.
E non si può pensare che l’accanimento, vista l’acutezza politica della vicesindaca, sia casuale.
Come pensare che la cosa non sia stata intenzionale? Vista la grande esperienza politica di Lisetta Ciambella.
L’altro giorno l’ex segretaria di Fioroni e funzionaria della regione Lazio, nel corso di una conferenza stampa, si è lanciata in una vera filippica. Fatta di toni minacciosi: “Guai a chi ferma questo treno in corsa”. Nessuno rida: il treno in corsa, secondo la vicesindaca, sarebbe la giunta Michelini… E dire che a noi era sembrato che il treno fosse capottato nella stazione di partenza. Ma deve essere l’ideologia comunista che ci fa vedere lucciole per lanterne.
I minacciati guai erano indirizzati evidentemente ai politici dissidenti e anche ai giornalisti che si ostinano a fare il loro mestiere. Che non è esattamente quello di leccare il culo a chi governa male questa città o il paese. Quando si dice la perspicacia politica. Con un colpo solo si moltiplicano le persone a cui si dà un bel calcione sulle palle.
Un autogol degno di Staf Van Den Buys.
In un solo colpo Lisetta Ciambella ha fatto definitivamente fuori qualsiasi possibilità di marcia indietro dei dissidenti del Pd.
Ora, infatti, se qualcuno di questi signori pensasse di fare una inversione ad “u” farebbe la figura del quaquaraquà.
E sì perché vorrebbe dire che i guai minacciati da Lisetta Ciambella hanno avuto il loro effetto. Vorrebbe dire che hanno paura delle minacce pubbliche della rappresentante sul territorio del megaimperatore di tutti i moderati e di tutti i cattolici democratici cristiani.
Fare marcia indietro vorrebbe dire dimostrare di essere delle nullità politiche, che hanno tenuto in ostaggio la città per oltre quaranta giorni. Senza nessuna ragione seria. E appena qualcuno fa loro buh, tornano sui loro passi con la coda tra le gambe.
Vederli tornare indietro vorrebbe dire vederli praticare un plateale seppuku politico, mai visto prima.
Per come conosciamo Serra e alcuni altri consiglieri “dissidenti”, la cosa appare del tutto inverosimile. Chi conosce Serra sa che è un galantuomo. E se ha fatto certe scelte, il problema è che l’amministrazione Michelini ha fallito. Ha fatto più danni che altro.
Alcuni fallimenti: immondizia, traffico, chiusura del centro storico, rilancio turistico, giubileo (i progetti partono con infinito ritardo se partono), Viterbo capitale della cultura, Macchina di Santa Rosa dimenticata a Milano, fontane monumentali allo sfascio, questione gravissima Rsa, frazioni dimenticate…
Vogliamo andare avanti?
Lisetta zitta zitta, si fa per dire, ha colpito e affondato definitivamente la giunta Michelini. Ammesso che in politica ci siano fatti definitivi.
Non basta, per fare un regalo completo a Michelini, non solo ha avuto il buon gusto di farci partecipi del suo profondo e raffinato pensiero politico, ma lo ha fatto quando il sindaco aveva detto la sua. E quella del sindaco doveva essere la vera sintesi politica. Ma evidentemente Lisetta ha ritenuto che Michelini non sia in grado di dettare la linea politica. E ci ha messo le mani.
E lo ha fatto alla sua maniera: dando calci sulle parti basse a tutti. Un modo strano di ricucire una situazione già molto complessa.
Non è esattamente la strategia che Aldo Moro avrebbe approvato.
Ma nessuno può mettere in dubbio la levatura politica di Lisetta Ciambella, già segretaria addirittura di un ex ministro, e quindi dietro ci deve essere una strategia. Una strategia che ha portato la giunta Michelini all’isolamento prima da chi l’ha votata, poi dal gruppo consiliare del Pd e infine dalla città.
Particolare non insignificante: la conferenza a cui ci si riferisce doveva essere una conferenza sui lavori pubblici, il patron doveva essere l’assessore Alvaro Ricci e volendo il sindaco Michelini, che come capo della giunta alla fin fine ha tutti i meriti e le colpe.
E invece chi la fa la conferenza stampa? La vicesindaca. Grande Lisetta Cambella che con un colpo solo butta giù tutti i birilli che si trova davanti. Quando si dice lo stile…
E anche questo va detto: tutto per un costo a dir poco esiguo. Lisetta Ciambella ci costa, dati del comune, appena 3381 euro e spicci al mese. Insomma un affarone. Nulla. Vista l’assoluta e indiscutibile competenza politica e amministrativa.
Ecco perché ogni volta mi viene in mente la vicesindaca, quando dico “arroganza”, quando dico “spocchia”.
Carlo Galeotti
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