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Deturpati gli storici lampioni ottocenteschi

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Viterbo - Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca

Viterbo – Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca

Viterbo - I lampioni di piazza della Rocca

Viterbo – I lampioni di piazza della Rocca

Viterbo - I lampioni di piazza della Rocca prima del 5 gennaio

Viterbo – I lampioni di piazza della Rocca prima del 5 gennaio

Viterbo - Piazza del comune con i lampioni nel 1939

Viterbo – Piazza del comune con i lampioni nel 1939

Viterbo - Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca

Viterbo – Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca

Viterbo - Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca

Viterbo – Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca

Viterbo - Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca

Viterbo – Deturpati i lampioni ottocenteschi di piazza della Rocca

Viterbo - Piazza del comune senza lampioni nel 1860

Viterbo – Piazza del comune senza lampioni nel 1860

Viterbo - Piazza del comune con i lampioni nel primo Novecento

Viterbo – Piazza del comune con i lampioni nel primo Novecento

Viterbo - I lampioni di piazza del comune scomposti e buttati a terra una decina di anni fa

Viterbo – I lampioni di piazza del comune scomposti e buttati a terra una decina di anni fa 

Viterbo – Deve essere la maledizione di Tutankhamon. Sì, deve essere proprio la maledizione di Tutankhamon che si è abbattuta sui lampioni che furono di piazza del Comune. E che ora sono a piazza della Rocca (fotocronacaslide).

La prima maledizione portò allo smembramento dei lampioni e, dopo che mezza città aveva gridato allo scandalo, furono ricomposti. E, maledizione nella maledizione, furono piantanti a piazza della Rocca. In modo tale da deturpare una delle fontane più belle della città. Solo delle menti prive di qualsiasi gusto potevano pensare di storpiare, con gli incolpevoli lampioni, la linea della fontana che si dice del grande Vignola. Solo a Viterbo poteva capitare che si desse vita a uno scempio del genere.

Ma la storia e la maledizione dei lampioni evidentemente non è finita lì. Il 5 gennaio a mattina dei solerti operai, che ovviamente hanno semplicemente eseguito degli ordini, hanno manomesso i lampioni. Al posto degli vecchi globi, a cui tutti i viterbesi erano abituati, sono state inserite delle finte lanterne con le lampade led. Una immondizia da qualunque punto di vista la si guardi.

Questo al di là del fatto estetico che ovviamente opinabile. Anche se a chi scrive la soluzione trovata appare indecente.

Il problema vero è se dei manufatti ottocenteschi possano essere manomessi impunemente. Deturpati impunemente.

Intanto questi manufatti ottocenteschi dovrebbero essere tutelati dalla soprintendenza, crediamo. Altrimenti perché, se serve del metallo, non fondere la campana di piazza del comune? Solo per fare un esempio.

In ogni caso perché la soprintendenza tace? E a dir la verità, tutti tacciono.

Ma cosa ancora più concreta. Il sindaco Michelini sapeva che si sarebbe andati a deturpare gli antichi lampioni di piazza del Comune ora a piazza della Rocca?

Perché ha permesso questa castroneria? Perché accanirsi contro la città? Dopo San Pellegrino anche piazza della Rocca. Perché? Cosa hanno fatto i viterbesi per meritarsi continue offese? Per altro senza che ci sia alcuna necessità.

Quale era la necessità di andare a toccare questi manufatti creati nell’ottocento, modificati nei primi novecento – sono di quel periodo i globi – e poi spostati un decennio fa?

Sindaco quando deciderà di radere al suolo palazzo dei Priori o il palazzo papale? Perché, se serve un parcheggio, l’area potrebbe essere interessante…

Tutto questo ha dell’incredibile.

Per mettere fine ad ogni polemica, proponiamo al sindaco di sostituire tutte le lampade della città con dei neon da macelleria. Dice che consumino poco.

Ultime due domande. A chi dobbiamo questa ennesima porcata?

I globi stile liberty dei primi novecento dove sono finiti?

Ernie Souchak

 

 


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