Viterbo – “Melilli e Tramontana hanno toccato con mano una crisi complicatissima”. Andrea Egidi, segretario provinciale del Pd, ha lasciato il funzionario Riccardo Tramontana e il segretario regionale Fabio Melilli poco dopo le 22,30. Un pomeriggio di fuoco iniziato alle 16,30 nella sede del partito in via Polidori.
I due hanno ascoltato entrambi i gruppi, quello dei consiglieri dissidenti che hanno sfiduciato il sindaco Michelini, e i popolari. Presenti anche i rispettivi assessori.
Egidi non nasconde che le evidenti difficoltà constatate anche dai due dirigenti. Nessuna soluzione immediata, quindi. E questo non lo sorprende. Annuncia un incontro a Roma, subito dopo la Befana, coi vertici nazionali e regionali. Da lì, si capirà come ricollocare il Pd in tutta questa vicenda che, ora come ora, appare senza via d’uscita.
“Melilli e Tramontana – dice Egidi – hanno ascoltato i gruppi e toccato con mano una crisi che, a oggi, sembra complicatissimo risolvere. A ore, ci sarà la convocazione di un’ulteriore riunione che faremo con il gruppo dirigente nazionale del Pd, cioè con Guerini e Orfini. Melilli li informerà dei colloqui. C’è la consapevolezza da parte loro che non siamo di fronte a uno dei tanti momenti difficili che hanno vissuto questa amministrazione e la maggioranza del Pd. Ma che è un passaggio serio.
Ed è altrettanto evidente che non si poteva arrivare subito a una soluzione”.
Adesso, dopo i colloqui, si passa alla fase due. “I problemi esistono e sono seri. Melilli, essendo segretario regionale, è riuscito a farsi un’idea più oggettiva di tutta questa storia che non è riconducibile, quindi, a particolari posizioni, ma che nasce da quello che ha maturato e che maturerà in queste ore. Si è aperto, infatti, un processo di valutazione che vedremo a cosa porterà“.
Gli incontri hanno confermato la dinamica di una vicenda ormai nota a tutti. Non sono emerse grosse novità. “I sette consiglieri e gli assessori di riferimento, così come quelli dell’altro gruppo, hanno mantenuto le loro posizioni, senza cambiare giudizio. Quello di ieri era più che altro un passaggio che è servito ai dirigenti nazionali e regionali per comprendere il problema ed eventualmente trovare una via d’uscita. Era giusto ascoltare direttamente gli interessati”.
Egidi preferisce mantenere un profilo basso e non si espone. Seguendo l’invito di Melilli che da subito ha cercato di smorzare i toni della querelle. “Continuo a vedere i limiti e le difficoltà di questa vicenda politica e amministrativa. Non voglio giudicare e sarò attento a seguire l’iniziativa messa in campo dal Pd regionale e nazionale. I problemi esistono e non sono frutto di invenzioni, tatticismi esasperati o di dinamiche correntizie. È una questione politicamente più profonda“.
L’incontro a Roma potrebbe avvenire già dopo la Befana. “È nell’interesse di tutti farlo prima possibile – spiega Egidi – e in quell’occasione ognuno di noi dirà la sua. Sarà un’analisi più strettamente politica. Una discussione seria e attenta. Non una passeggiata. Ringrazio Tramontana e, in particolare, Melilli per essersi reso disponibile a verificare, ascoltare e attivare un percorso che ha l’obiettivo di salvare questa esperienza. Saranno poi gli attori in campo che dovranno costruire o saper costruire le condizioni affinché tutto si recuperi. A partire dal sindaco.
I vertici nazionali e regionali del Pd, che seguono la vicenda, sono una garanzia politica più alta per affrontare le criticità emerse da questa ultima crisi”.
Paola Pierdomenico





