Viterbo – “Michelini torni a fare l’imprenditore. Fare il sindaco non è il suo mestiere”. Ottavio Raggi e Goffredo Taborri, Conservatori e Riformisti. Il partito di centrodestra sbarca nella Tuscia. Presentato questa mattina al Garbo Food.
“L’ambizione – spiega Ottavio Raggi, responsabile provinciale del partito di Fitto – è quella di riunire una centrodestra sfilacciato. Non solo a Viterbo, ma in tutta Italia. Per vincere è necessario creare un centrodestra unito, che abbia un programma comune e che riparta dal basso”.
Poi la crisi in comune. “Non può essere risolta dalla minoranza – dice -, anche se Michelini lo spera. Questa amministrazione ha campato di rendita e ha sparato tutte le cartucce disponibili. Ha dato tutto ciò che aveva da dare”.
Nato nel 2015, per iniziativa di alcuni esponenti ex Forza Italia, Conservatori e Riformisti vuole far politica partendo dal basso. Ovvero, dalla gente comune.
Accanto a Raggi, Goffredo Taborri. Nel corso degli anni, il consigliere comunale di casacche politiche ne ha cambiate molte. Anzi, moltissime. Pdl, Udc, Oltre le mura, Ncd, Gruppo misto e ora Conservatori e Riformisti.
In principio era il Pdl. Eletto nelle file dell’ex partito di Silvio Berlusconi, diventa consigliere comunale per l’amministrazione Marini.
Nel 2011 passa all’Udc. Dal centrodestra, si sposta al centro. E dalla maggioranza, passa alla minoranza. Rimane però consigliere comunale. “Per adempiere al mandato datomi dagli elettori”, dichiara.
Nel 2013 torna a palazzo dei Priori grazie a Oltre le mura, la lista civica fondata da Leonardo Michelini. Diventa presidente della terza commissione e si occupa di urbanistica e lavori pubblici.
Nel 2014 sterza nuovamente a destra. Entra in Ncd. Ancora una volta, rimane fedele all’amministrazione comunale in vigore. Ora, però, è targata Michelini. “Resto in maggioranza fino alla fine”, dice.
I fatti lo smentiscono. Nel 2015, infatti, si butta nel Gruppo misto. Passa all’opposizione e lascia la presidenza della terza commissione. “Non sono più disposto a partecipare a questo squallido teatrino della politica viterbese”, attacca.
Ora è la volta di Conservatori e Riformisti. Sarà quella buona?
“Anche se sono in politica da 30 anni – dice Taborri – e sembra che cambio partiti con facilità, non è così. Da sempre sono un uomo di centrodestra e l’appoggio a Michelini è stata una semplice parentesi di tre anni. Ho sfiduciato il sindaco per mettere fine a questa farsa politica”.
Poi l’affondo. “Michelini torni a fare l’imprenditore – attacca -. E’ un’ottima persona e un ottimo professionista, ma non un buon sindaco. La colpa di questa crisi comunale è tutta sua. Se fossi in lui, mi farei più di una domanda”.
Il ritorno alle origini di Taborri è salutato da tanti esponenti di centrodestra.
Claudio Ubertini, Giulio Marini e Giovanni Arena di Forza Italia. Luigi Maria Buzzi e l’ex assessore provinciale Giuseppe Taluni di Fratelli d’Italia. Paolo Barbieri e Gianmaria Santucci di Fondazione. Chicco Moltoni di Gal.
E ancora. Gli ex consiglieri comunali Nino Porciani e Carlo Maria D’Angelo. Daniele Sabatini e Antonella Sberna. Il sindaco di Soriano nel Cimino, Fabio Menicacci.
“Con Conservatori e Riformisiti – afferma Taborri – torno alle origini. Ho deciso di non non rientrare in Forza Italia perché è un partito padrone che impone candidati.
E’ importante invece il dialogo con le altre forze di centrodestra per dar vita a un programma efficiente e vincere alle prossime elezioni, che spero ci siano presto. E’ una grande scommessa ma ce la faremo”.
A Taborri fa eco il coordinatore regionale di Conservatori e Riformisti, Luciano Ciocchetti. “E’ importante allargare classe dirigente. Che entrino giovani e donne. Ma senza fare le famose rottamazioni. Rottamazioni finte, che colpiscono solo chi non è amico di Renzi”.
Raffaele Strocchia





