Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Interveniamo per chiarire un punto, anche se non ci crederà nessuno.
Noi non siamo Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb.
Anche se per qualcuno privo di autoironia e con il noioso vizio di prendersi sempre troppo sul serio, dovremmo diventare galeotti quanto prima, ma con la g minuscola.
Come diceva un noto intellettuale palestinese (cit. Carlo Galeotti), date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
Da lui ci dividono molte cose (Galeotti, ndr). Ad esempio, la storia dei 7. Per lui, Fioroni ha detto che sono nanetti, per noi no. Assolutamente divergiamo su questo punto. Prima di tutto perché, nel caso, mancherebbe Biancaneve. Quanto alla strega cattiva, beh, una mezza idea ce l’avremmo… ma lasciamo stare.
Per noi sono puffi. D’altronde il capo dei puffi, Grande Puffo, di che colore era vestito? Rosso, no?! E allora vedete che tutto torna…
Noi siamo voi, ve lo abbiamo già detto. Qualcuno di noi tempo fa abbracciava le mura, da sotto. Adesso, da sopra le mura, noi abbracciamo i fucili, per difendere questa città dall’orda kommunista che la attanaglia.
Dietro ogni merlo, sopra ogni porta, ci troverete a difendere la città dagli invasori. Siano essi turisti (stiamo facendo di tutto per non farli avvicinare, più che sbagliare i cartelli in inglese per far capire che lo straniero non è benvenuto…), siano essi studenti universitari (sempre meno da fuori provincia), siano essi negozianti (una passeggiata al centro conferma la moria di attività economiche e commerciali), di imprenditori ed innovatori culturali, tecnologici, sociali, neanche a parlarne.
Una città che pure se arrivano delle suore nuove ha qualcosa da ridire, potrà mai rinnovare se stessa?
Una città che puntualmente lascia i giovani al proprio destino, lasciando fuggire le intelligenze migliori, potrà mai cambiare? Dobbiamo davvero rassegnarci a diventare una città in cui cresce e si invecchia bene, ma che non sa cosa offrire nei 40/50 anni in mezzo fra istruzione e pensione, una Viterbo dai 0 ai 18, e dai 65 in poi? Il cambiamento non si impone, ma si stimola, la politica dovrebbe servire a questo. Ma siamo davvero solo noi ad accorgerci che l’unica cosa veramente cambiata a Viterbo, molto spesso negli ultimi anni, è la composizione delle giunte comunali?
Adesso basta domande serie, dobbiamo tornare a cazzeggiare e riformare, moderatamente. O a moderare e riformare, cazzeggiando?
Hasta Peppe siempre
Es.Fior. (Esercito di Fioroni, ndr)
Per tutto il resto, siamo all’incrocio fra surrealismo e dadaismo della politica. Sfiducia non sfiducia, sindaco immobile, comune paralizzato.

