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Le opere del viterbese Talotta “sbarcano” a Roma

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Roma - Piazza san Pietro

Roma – Piazza san Pietro

Roma – Venerdì 15 gennaio 2016 alle 18 si inaugura al Mlac (museo laboratorio di arte contemporanea), all’università La Sapienza di Roma, la mostra di Alfonso Talotta Tracciati urbani e forme assenti, a cura di Aldo Mastropasqua.

L’ esposizione consiste in una selezione di opere, circa trenta, che vanno dall’inizio dell’attività artistica dell’autore con il ciclo dei Tracciati urbani del 1979 e 1980, al lavoro degli ultimi cinque anni comprendenti i cicli dei Dittici del 2011, delle Compenetrazioni del 2013 e 2014 e del recente Ombra di luce.

Nel testo del catalogo, Mastropasqua evidenzia come il lavoro dell’artista viterbese, nello specifico i Tracciati urbani, abbia sicuramente anticipato, e di molto, eventi artistici di questi ultimissimi anni come la Street art e la Urban art, come già aveva intuito Mirella Bentivoglio nel recensire, tra il 2012 e il 2013, il ciclo delle opere in questione.

Dopo questa sezione, la mostra riprende da dove terminava l’antologica di Talotta, fatta al palazzo degli Alessandri a Viterbo nei mesi di aprile e maggio 2012 e curata da Marco Tonelli, e cioè dai Dittici, dove è più evidente la ricerca sul colore, sui rapporti cromatici e formali indicata anche dall’utilizzo di jute colorate che, lasciate a vista, esaltavano tutto il fascino e l’odore della suggestiva trama.

Si prosegue, poi, con il ciclo delle Compenetrazioni, con forme più articolate e dinamiche, sino ad arrivare al recentissimo Ombra di luce dove è più evidente il contrasto tra la parte satura, piena, materiale e la parte assente, vuota, spirituale.

Uno spaccato dell’opera di Alfonso Talotta che, come ricorda Mastropasqua, porta avanti con coerenza e determinazione quei principi estetici, progettuali e compositivi che Filiberto Menna aveva già evidenziato, molti anni fa, quando individuava nell’opera dell’ artista la capacità di essere estremamente radicale e, nello stesso tempo, estremamente pittorico, pur lavorando in una sorta di pittura nera e che riusciva, così, a ritagliarsi uno spazio del tutto personale all’ interno di quell’Astrazione povera teorizzata dallo stesso studioso salernitano che, nel 1988, segnalava Talotta sul Catalogo nazionale dell’arte moderna come artista italiano di quell’ anno.

La mostra proseguirà fino al 29 gennaio, dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19.


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