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Passa la linea del segretario Egidi

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Viterbo - Pd - La direzione provinciale - Egidi e Fabbrini

Viterbo – Pd – La direzione provinciale – Egidi e Fabbrini 

Viterbo - Provincia - La direzione del Pd

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Viterbo - Provincia - La direzione del Pd

Viterbo – Provincia – La direzione del Pd 

Viterbo – (g.f.) – Elezioni amministrative, il segretario Pd Andrea Egidi incassa il sì della direzione provinciale al suo documento in cui stigmatizza l’operazione Moderati e Riformisti, per la crisi a Viterbo richiama il sindaco alle proprie responsabilità, rimette al centro le primarie e chiede a tutti il sostegno ai sindaci uscenti nei comuni al voto in primavera.

C’è il sì in un partito che continua a essere diviso, ma l’esito del voto mette in un angolo la componente popolare.

Ventotto dicono sì al documento e due sono contrari, Aldo Fabbrini e Lisetta Ciambella. In zona fioroniana vincono le assenze.

Dagli interventi, il confronto è su due visioni diverse del partito. A cominciare dalla tanto contestata lista civica.

“Moderati e riformisti è una degenerazione che non condiviso – dice Andrea Egidi – tenuta a battesimo da pezzi del Pd. Così si svuota e si rischia di mettere parola fine a un partito che implode e non sa cosa fare. Un’operazione che ci indebolisce”.

Le intese servono, ma non con chiunque. “Sono il primo a dire – osserva Egidi – che servono alleanze, ma non aggregando settori di un mondo politico che arriva dalla destra”.

Un’operazione che s’incrocia con la situazione in comune. Il sindaco Michelini è presidente di Moderati e riformisti. E la lista è una delle cause di rottura.

“Il primo cittadino torni alla sua funzione di garanzia. Spetta a lui trovare una via d’uscita. Ha la responsabilità di sbloccare la situazione. C’è ancora tempo?”.

Lo scontro è duro. Alvaro Ricci, assessore Pd, interviene. Ce l’ha con un Pd, una parte almeno, a tratti assente. Chiama in causa il capogruppo Francesco Serra. Che a sua volta replica.

Duro anche Alessandro Mazzoli, mentre l’analisi di Enrico Panunzi è impietosa, ma il consigliere regionale è molto attento, specie per la crisi in comune.

Critica l’amministrazione comunale, ma è a non spingersi troppo avanti.

Mentre per Luisa Ciambella, la crisi è frutto solo di personalismi. La città non capirà.

Alla fine arriva il voto.

Schiacciante a favore del segretario Egidi. Dall’altra parte sono tutt’altro che soddisfatti: “Su 49 aventi diritto hanno votato in 28 – fa notare Lisetta Ciambella – per il nostro gruppo eravamo in due.

Abbiamo proposto un emendamento su come affrontare le amministrative che il segretario non ha preso in considerazione.

Si tenta di andare avanti a colpi di maggioranza, contraddicendo quanto emerso dal dibattito, ovvero l’ammettere d’avere commesso tutti errori e ripartire.

Una decisione così importante è stata presa con pochi votanti, perché si sapeva che non c’era condivisione. Significa assumersi una grossa responsabilità”.


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